Trump presidente!!!!!!

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#SbarackObama
di Elena de Giorgio
Tratto da L’Occidentale il 9 novembre 2016

Ci abbiamo creduto, alla vittoria, quando dicevano che i repubblicani lo avrebbero fermato alle primarie, Ted Cruz, Marco Rubio, sconfitti uno alla volta, l’establishment dell’Elefantino sovvertito. Ha vinto lui, e adesso al Congresso (i Repubblicani conquistano anche quello) il capogruppo Ryan e gli altri alti papaveri del partito dovranno andare a Canossa dal presidente, pena un altro conflitto senza precedenti.

Come con Brexit, perde l’establishment, perdono i grandi media e i giornaloni schierati con l’establishment, perde il New York Times che aveva fatto endorsement per Hillary, mentre le borse di mezzo mondo vanno nel panico. Perdono i Democratici, che di questo complesso politico-economico-mediatico erano i grandi sponsor. Affondati.

Hillary va molto peggio di Obama, sia quello del 2008 che del 2012. Avevamo scritto anche questo, nei giorni scorsi: nell’ultimo scorcio di campagna elettorale, Clinton era sulla difensiva, aveva solcato in lungo e in largo stati come il Michigan per assicurarsi il voto dell’elettorato bianco e arrabbiato, anche democratico, che ha perso il lavoro, in quella parte dell’America sprofondata nella dark side della globalizzazione.

Qui, nel Midwest come in altri grandi stati, Ohio, Florida, la gente ha scelto Trump, contro la ristrutturazione del capitalismo finanziario, contro l’immigrazione incontrollata che la globalizzazione si porta dietro, con relativo lavoro nero, impoverimento delle classi medie e popolari. Come in Europa, con Brexit, Le Pen, Wilders, Grillo. Clinton non è riuscita a sfondare neppure nell’elettorato femminile e giovanile, neppure tra gli afroamericani, che non sono andati a votare e che dovevano essere le sue costituencies più sicure.

Dunque Clinton KO, Obama KO, con la sua politica estera fallimentare e l’Obamacare. Adesso festeggiamo Trump, ma non solo. Il vero ringaziamento lo teniamo per ultimo. Perché è uno dei più importanti che vanno fatti all’aba di questo giorno “storico”.

Grazie Julian Assange, grazie Wikileaks, e grazie ai tanti giornalisti e attivisti che su Internet hanno scoperchiato l’arroganza del partito clintoniano, facendogliela pagare cara. Se non fosse stato per il popolo del web non avremmo mai saputo tante cose sulla Clinton e il suo entourage marcio e corrotto, cose che hanno reso la candidata democratica sempre più debole e screditata.

RASSEGNA STAMPA DI OGGI