Immigrazione o invasione infinita

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di Domenico Bonvegna
Si può affrontare il tema dell’immigrazione con serenità e pacatezza senza essere bollati di razzismo o di populismo?
A me sembra che da qualche tempo a preoccuparsi dei troppi sbarchi e quindi degli arrivi indiscriminati di extracomunitari non siano solo i media “razzisti” di destra, ma anche quelli di sinistra. Non è solo Salvini a sottolinearne l’invasione, ma anche altri politici manifestano preoccupazione.
Oggi, “La Verità”, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, in un articolo nelle pagine interne, parla di “invasione infinita”. In un giorno, solo il 23 febbraio, sono arrivate 1.700 persone “in modo irregolare”. Attenzione a non chiamarli “clandestini”, avverte il giornale, per il Tribunale di Milano non si può fare. L’articolo di Adriano Scianca fa un’ottima sintesi significativa di dati aggiornati. Per esempio ad oggi ci sono stati il 45% in più di sbarchi rispetto all’anno scorso. Per questo i tecnici del Viminale, manifestano preoccupazione. Secondo indiscrezioni riportate da Repubblica, dichiarano:”Se il 2016 è stato terribile, il 2017 si preannuncia orribile”. La maggior parte dei nuovi arrivati proviene da Paesi africani che non hanno particolari problemi di guerra o di miseria.
Nell’articolo si fa notare la totale assenza di siriani. Inoltre l’articolo fa luce su una questione trascurata dai nostri governanti. Quella che riguarda i minori non accompagnati. Tra l’altro in questi giorni in Parlamento si sta discutendo come rendere più veloce il loro ingresso. Un messaggio esplicito lanciato al di là del Mediterraneo: mandateci tutti i vostri ragazzi, tanto qui li accogliamo anche quelli che non sono minorenni.
Per capire la pericolosità della questione, Scianca riporta il caso di un afghano, richiedente asilo in Germania, che l’anno scorso aveva violentato e ucciso una ragazza tedesca, buttata poi in un fiume. Interrogato, l’afghano afferma di avere 17 anni, per ottenere una pena di 10 anni. Tuttavia, scrive Scianca:“se non avesse compiuto quell’orrendo crimine, Khavari avrebbe continuato a godere dei benefici dei ‘minori non accompagnati’”. Non vogliamo apparire razzisti ma di fronte a questa storia, ma anche a tante altre,“l’emergenza immigrazione, come in tutto il business dell’accoglienza, non c’è solo una singola negligenza, bensì una gigantesca truffa basata sulla bugia sistematica”. Sostanzialmente la pensa così anche Ettore Gotti Tedeschi, economista e studioso del fenomeno immigratorio. Tedeschi ha partecipato recentemente a Roma presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, alla presentazione dell’VIII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale ‘Van Thuan’ sul tema,“Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos”. Pubblicato da Cantagalli.
In questo contesto intervistato dal giornale online,“Formiche.net”, l’ex presidente dello Ior spiega quali sono le vere cause del fenomeno migratorio. Innanzitutto non sono economiche come intendono in tanti. Praticamente per lo studioso piacentino le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno“previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”.
Gotti Tedeschi ricorre a una“correzione fraterna” nei confronti di chi emotivamente preso da solerzia umanitaria, tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Probabilmente l’economista fa riferimento a un certo mondo cattolico e parrocchiale. In questo mondo esistono tre “tabù” intoccabili che non si possono affrontare razionalmente: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Per Gotti Tedeschi, sembra“che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa l’intimidazione, affinché su questi tabù si accetti un pensiero unico: basta nascite perché l’uomo distrugge l’ambiente, facilitiamo perciò l’immigrazione perché è la miglior soluzione”. Anche l’economista snocciola dati e informazioni sugli sbarchi irregolari in Italia. Nel 2016, sono stati quaranta volte in più rispetto al 2010. Il fenomeno della clandestinità è in aumento e fuori controllo, cresce ad un ritmo di 100mila all’anno. Sono numeri forniti dall’Alto Commissariato dell’Onu sui rifugiati.
Il professore spiega il motivo per cui il fenomeno immigratorio non è solo questione economica. E affronta le tre principali cause che fanno esplodere il fenomeno migratorio: i conflitti, la povertà, il bisogno di manodopera. E’ vero esistono, ma nessuno ha cercato di spiegarle e soprattutto di risolverle. Per quanto riguarda i conflitti, si fa poco per spegnerli, stessa cosa per la povertà, e poi spesso è anche colpa dell’Occidente. Per quanto riguarda il bisogno di manodopera, occorre chiedersi: chi ha provocato il crollo della natalità in Occidente, ora pensa di compensarlo con le immigrazioni. In un momento di crisi economica, con un tasso di disoccupazione elevato e con i costi dell’accoglienza, non possiamo permetterci questi arrivi massicci nel nostro Paese.
Pertanto per Gotti Tedeschi è fondamentale chiarire le vere cause del problema immigrazione. Un’altra domanda viene posta dall’economista, che dovrebbe far riflettere la confusa Europa:“Si è mai pensato come mai i migranti siano prevalentemente giovani e sani? I meno giovani non temono i conflitti e la fame?”Per Tedeschi la colpa remota del fenomeno immigrazione sta nel fallimento del cosiddetto Nuovo Ordine economico Mondiale instaurato negli anni Settanta. Tutti gli obiettivi che si erano posti non si sono realizzati, si è prodotto esattamente il contrario:“si volevano estinguere tutte la cause di conflitti, diseguaglianze, povertà, intolleranza religiosa, totalitarismi, e si è prodotto il risultato opposto, incluso un processo di migrazione forzato. Il vero grande “successo” del Nuovo Ordine è stato aver creato una crisi economica globale, a sua volta origine di altre conseguenze dannose […]”.
Forse l’unico “successo”. È quello di aver relativizzato le fedi religiose, con conseguente crollo dei valori morali e cambiamenti all’interno della Chiesa cattolica. Gotti Tedeschi fa riferimento ad una sorta di “reingegneria” socio-religiosa, però da non interpretare come un complotto. L’economista riporta fatti:“nulla succede per caso”.
Artefice di questa “reingegneria” per Gotti Tedeschi è il progetto del Nuovo Ordine Mondiale, che ha imperversato negli ultimi quarant’anni, con l’applicazione dei nuovi diritti civili, come il massiccio controllo delle nascite, l’aborto, l’eutanasia, che inevitabilmente si sarebbero scontrati con l’insegnamento della morale cattolica. Nel 2000 a New York si arrivò a parlare“di una esigenza di sincretismo religioso per creare una nuova religione universale, spiegando che i processi di immigrazione avrebbero aiutato questo progetto”. Il giornalista di Formiche.net cerca di estorcere a Gotti Tedeschi qualcosa contro la Chiesa cattolica, verso la sua gerarchia, ma Tedeschi si limita a dire che il Papa non potrebbe mai dire qualcosa di diverso del fare carità sempre verso il prossimo. Del resto nel 2000 anche il cardinale Giacomo Biffi, in quel discorso tanto criticato, sul tema dell’immigrazione, aveva detto che lui da religioso aveva il dovere di accogliere tutti, senza discriminazioni, ma lo Stato non poteva fare la stessa cosa.
Presentando il Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan, Stefano Fontana così si esprime:Uno dei modi con cui spesso viene sostanzialmente messa da parte la Dottrina sociale della Chiesa è di pensare che essa appoggi una accoglienza illimitata e scriteriata. E’ abbastanza diffuso il luogo comune che il cattolico è colui che sta dalla parte dell’accoglienza sempre e comunque. In modo particolare si ritiene che sia contrario al sentire cattolico l‘obiettivo politico di selezionare le migrazioni all’ingresso”.Una simile posizione non è sostenibile, lo mette bene in evidenza l’arcivescovo monsignor Giampaolo Crepaldi, presente anche lui al convegno di Roma.“l‘aiuto ai migranti che arrivano va dato a tutti, ma l‘inserimento nel tessuto della nazione non può essere dato a tutti, deve avere dei criteri ed è dovere dei governanti attuare delle politiche nel rispetto del bene comune. Di questo bene comune fanno parte non solo gli equilibri sociali, lavorativi ed economici ma anche l‘identità culturale della nazione e la stessa questione religiosa. La società multireligiosa e multiculturale non è un bene in sé, presenta molti problemi, rischi e costi che vanno valutati.
Pertanto secondo l’arcivescovo, “Bisogna allora distinguere tra la carità immediata e la carità in una prospettiva piu’ ampia e a lungo termine che si esprime mediante la politica. Una cosa è l‘intervento di una associazione caritativa ecclesiale e un’altra sono le politiche governative. Si nota in questo momento uno spostamento esclusivo del mondo cattolico sulla prima forma e un distacco dalla seconda forma, con il conseguente abbandono della Dottrina sociale della Chiesa che non serve per fare carità immediata ma per progettare e costruire”.
Il Rapporto mette in evidenzia la questione che si stiamo importando persone con visioni etiche e religiose della vita e che non sarà facile comporre in un quadro ordinato senza sofferenze. Infatti ci sono religioni che non rispettano tutti gli aspetti del diritto naturale, come l’Islam. Bisogna avere il coraggio, scrive Fontana: non solo di distanziarsi dai piu’ frequenti luoghi comuni cattolici sulle migrazioni, ma anche di segnalare come questo dell’Islam sia un caso a parte. Molte sono infatti le resistenze insite in questa religione e cultura ad una possibile integrazione nel quadro occidentale e cristiano Nel governo degli ingressi l‘elemento religioso non è trascurabile e non tutte e religioni possono essere collocate sullo stesso piano”.
Infine per il direttore dell’Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan, “L‘atteggiamento genericamente caritatevole non va d’accordo con l‘invito della Dottrina sociale della Chiesa ad adoperare la ragione con realismo. Non tutti i migranti in arrivo sono realmente bisognosi, non tutti sono poveri, è certo che c’è una architettura internazionale delle migrazioni per motivi politici, oltre un certo limite la quantità genera grossi problemi di qualità, si dovrebbero colpire i malvagi interessi che sfruttano i poveri, i piani terroristici si avvalgono anche di infiltrazione nei flussi migratori, i ricchi paesi arabi non aiutano i migranti mentre costruiscono moschee qui da noi. Queste ed altre elementari considerazioni di buon senso richiedono di superare il superficiale atteggiamento di solidarietà immediata con tutti e cominciare a riflettere su tutto questo alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, come corpus di pensiero e di azione”.
Quinto de Stampi MI 25 febbraio 2017
S.Gerlando di Agrigento vescovo

Domenico Bonvegna
domenico_bonvegna[chiocciola]libero.it

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