Ci ricorderemo anche del governo Renziloni

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CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLOdi Domenico Bonvegna
È nato il governo “Renziloni”, anche questo ci irrorerà di una serie di promesse che dovranno far diventare il nostro Paese, l’eldorado del pianeta terra.

Tuttavia anche i più accaniti difensori del renzismo non potranno negare che questo governo è una fotocopia del precedente, basta sovrapporre caselle ministeriali e foto degli occupanti. Ma forse per loro non è una colpa, è una logica conseguenza, avendo la maggioranza parlamentare, possono pretendere di fare il governo che gli pare. Certamente per noi è una inaccettabile vergogna. Infatti anche questa volta non si tiene conto del voto. E’ uno schiaffo alla volontà popolare che pochi giorni fa si è manifestata per andare al voto subito o perlomeno per un governo diverso.
In queste ore, molto si sta scrivendo sulle piroette di Renzi spergiuro; a proposito faccio fatica a capire come un uomo solo e per giunta un giovane politico della sua portata, possa tenere in scacco il proprio partito (si preannunciavano sfracelli al suo interno, invece niente) e tutta la politica italiana.
Pertanto questo è il quadro che si presenta a noi poveri sudditi. Abbiamo un nutrito numero di politici italiani, la maggioranza, che non abbandona l’osso da spolpare, che non mantiene la parola data e che con arroganza continua a calpestare il popolo italiano.
Renzi è il prototipo di questa arroganza, ha promesso che se avesse vinto il “NO” al referendum si sarebbe ritirato dalla politica, ed invece è ancora al suo posto di segretario del partito a manovrare e ad imporre le sue scelte al povero Gentiloni.“Un uomo che ha dimostrato arroganza politica poiché invece di accettare serenamente un pesante risultato referendario e politico, ha voluto fare al popolo un dispetto che ha tutto il sapore della misera vendetta. Un uomo che non si è fatto scrupoli di dividere il Paese quando era Presidente del Consiglio, e non ha timore oggi, che Presidente non lo è più, di continuare a mantenere una forte tensione con quel popolo che lo ha bocciato. Un uomo con una concezione elitaria ed autoritaria della politica, perché non vede la politica come servizio al popolo, ma vede il popolo al servizio dei suoi progetti. Infatti, se il popolo non condivide i suoi progetti, le sue riforme, tanto peggio per lui, per ripicca dovrà sorbirsi la prepotenza di ritrovarsi un ministro che ha una posizione culturale distante anni luce dal suo sentire. Un uomo che crede di essere un super eroe, ma che dopo aver preso la sberla referendaria ha dovuto riconoscersi un povero umano come tutti noi, lasciandosi pure sfuggire:“non credevo mi odiassero così tanto”. (Sabino Paciolla, “Ci ricorderemo anche di questo governo”, da facebook, 13.12.16)
Infatti alcuni hanno visto la nomina della nuova ministressa alla Pubblica Istruzione Valeria Fedeli come una misera vendetta, uno sgarbo a quel popolo delle famiglie, guidato da Massimo Gandolfini, che è sceso in piazza a Roma nel gennaio scorso e che tra l’altro aveva gridato il famoso slogan: “Renzi ci ricorderemo”.
Infatti Gandolfini ha ragione quando scrive:“Questa scelta ha chiaramente i toni della provocazione, se non della vendetta, verso le Famiglie del Comitato per il No, colpevoli di aver vinto il referendum, bloccando una pericolosa deriva autoritaria nella quale erano già in programma disegni di legge contro la famiglia naturale e il diritto dei bimbi ad avere mamma e papà”. Peraltro lo sanno bene i cattolici del Family Day, quanto la senatrice Fedeli sia ostile al popolo delle famiglie, lo ha dichiarato lei stessa, il 24 giugno 2015 al Fatto Quotidiano:“una piazza violenta quella del Family Day”. Inoltre la senatrice Valeria Fedeli ha dimostrato di essere una persona convintissima nel voler introdurre la ideologia del gender nella scuola di ogni ordine e grado, nascondendola accuratamente sotto le mentite spoglie della lotta contro l’omofobia, il bullismo e la parità di genere. Per questo non si possono condividere gli auguri dal sapore politicamente corretto fatto dalla vicepresidente del Forum delle Famiglie, Maria Grazia Colombo, quando dice:“La scuola italiana ha un nuovo ministro. In questa occasione è doveroso un ringraziamento al ministro uscente Stefania Giannini e un augurio di buon lavoro al ministro Valeria Fedeli”. Come se non si conoscesse chi è Valeria Fedeli.
Per questo Gandolfini ci mette in guardia, con parole limpide e chiare:“Non è nostra abitudine né dimenticare né restare quiescenti quando sono in pericolo i nostri figli, che potrebbero diventare oggetto di colonizzazioni ideologiche di Gender che offendono l’umano e rottamano la società. Terremo quindi alta l’attenzione sui prossimi passi concreti del nuovo Ministro, cui assicuriamo collaborazione per iniziative contro ogni forma di odiosa discriminazione, violenza o bullismo, restando tuttavia pronti a contrastare in ogni modo qualsiasi tentativo di trasformare i nostri figli in cavie di sperimentazioni ideologiche, come efficacemente affermato da Papa Francesco. Fin da ora lanciamo un forte appello al Presidente della Repubblica, affinché sia garante della Costituzione e vigili che il diritto dei genitori di educare i propri figli non venga violato attraverso atti amministrativi dettati da culture estranee alla storia delle famiglie italiane. Nessun programma educativo che riguardi i delicatissimi temi dell’affettività e della sessualità può essere imposto senza il consenso dei genitori. Viene da dire ‘famiglie italiane unitevi, siate vigili ed attente scuola per scuola, e difendete i vostri figli’”.
Tuttavia dalla consultazione referendaria emergono due importanti lezioni. la 1a. Le elite culturali che possono contare su potenti mezzi vengono sconfitte dal popolo, quando volgono le spalle alla realtà. La 2a. Il popolo spesso è presente e fa bene la propria parte, nonostante mancano i capi. Su queste riflessioni ritornerò la prossima volta.
Quinto de Stampi MI, 14 dicembre 2016
S. Giovanni della Croce

Domenico Bonvegna
domenico_bonvegna[chiocciola]libero.it

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