di Giovanni Ruggiero
Tratto da Avvenire del 23 aprile 2010
Luigi Fiorani, storico «alla romana», ci ha lasciato un affresco vivido, fatto di dolori e di speranze: quello della capitale «Città Aperta», quando la Chiesa con le sue parrocchie, i suoi seminari e i suoi conventi si prodigò per salvare la vita non soltanto agli ebrei, ma a tutti quelli che per qualche motivo finirono vittime della furia nazista.