di Maria Paola Gianni
Tratto da Il Giornale del 10 febbraio 2010
«Gli slavi torturarono a morte mio padre. Non contenti, lo decapitarono per estrargli due denti d’oro. E poi, per sfregio, con la sua testa ci giocarono a palla, sui binari del treno. La sua “colpa”? Era italiano». A parlare è Nidia Cernecca, esule istriana, vedova e madre di tre figli.