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Davide Van De Sfroos

*Davide Van De Sfroos - Best Of 1999-2011

di Claudio Giuliani
Tratto da mescalina.it il 18 dicembre 2011

Ok!! Pronostico già le obiezioni: per i fans e per chi segue DVDS da anni è probabilmente questo un doppio superfluo,

**Milano Jazzin' Festival - Se il folk di Van De Sfroos “invecchia” come un buon vino

di Paolo Vites
Tratto da Il Sussidiario.net il 4 luglio 2011

L'irruenza di derivazione punk sembra abbandonata. In cambio una sofisticatezza folk che ben sottolinea il percorso musicale di Davide Van De Sfroos.

*Van De Sfroos: «Voglio essere voce della buona Italia»

Il cantante lombardo presenta il cd «Yanez» Domani canta a Torino per il 150°: «Niente etichette»
di Massimo Gatto
Tratto da Avvenire del 15 marzo 2011

*Zottarelli, amico di Van De Sfroos: «Con Yanez, Davide ricorda il padre con la consueta ironia»

Intervista a Maurizio Zottarelli, giornalista di Libero, grandissimo amico del cantante comasco Davide Van De Sfroos, il cui pezzo a Sanremo, Yanez, è già secondo dietro il duo Emma-Modà. Sul sito del cantante, disponibile la traduzione del testo in tutti i dialetti italiani
di Elisabetta Longo
Tratto da Tempi del 17 febbraio 2011

*E il “laghée” salva Sanremo

L'esordio di Davide Van De Sfroos
di Marcello Filotei
Tratto da L'Osservatore Romano del 17 febbraio 2011

Van De Sfroos: porto il comasco a Sanremo ma non per dividere

«Sottotitoli in italiano? Ci sto pensando» • L'intervista al cantautore dialettaleo
di Andrea Laffranchi
Tratto da Il Corriere della Sera del 17 dicembre 2010

«Sarìs tropp bell»: in dialetto «laghée», quello delle valli del lago di Como, significa «sarebbe troppo bello». «Ma è proprio quello che mi dicono in paese da quando faccio musica: "Sarebbe troppo bello vederti a Sanremo".

*“Ecco perché io, interprete dialettale, sono orgoglioso di dire Viva l'Italia”

L'intervento di Davide Van de Sfroos: "Viva l’Italia non è Bella ciao o Tripoli bel suol d’amor, composte in un periodo di guerra o di regime. È una canzone che ha al centro gli italiani. Io non ho paura di essere italiano, anzi, mi sento italiano perché conosco gli italiani. E alla fine, proprio perché canto in una lingua cosiddetta dialettale, mi piace dire Viva l’Italia gioiosamente piena di tutti questi dialetti"
di Davide Van de Sfroos
Tratto da Il Giornale del 23 dicembre 2010

Il muratore e il dentista del folk “Così il dialetto diventa musica”

Anche Van de Sfroos con i due della Doro Doc Band: "Suoniamo ai suoi concerti". Ora pubblicano "W la Suisse", doppio cd goliardico con i testi anche in italiano
di Antonio Lodetti
Tratto da Il Giornale del 24 giugno 2010

**Van de Sfroos: “A Teatro porto il blues di casa mia”

di Paolo Vites
Tratto da Il Sussidiario.net il 29 marzo 2010

Davide Van De Sfroos conclude questa sera a Milano, Teatro Smeraldo, la fortunata serie di concerti “Musica Teatro Immagini”.

*Davide Van de Sfroos, la musica delle radici

di Paolo Zuffada
Tratto da Avvenire - Bologna 7 di domenica 16 marzo 2009

l cantautore lombardo Davide Van de Sfroos sarà questa sera (ore 21) al Teatro delle Celebrazioni per presentare il suo ultimo album «Pica!», Targa Tenco 2008 come miglior album in dialetto.

Il mio nome è Herbert Fanucci

Autore Davide Van De Sfroos copertina
Titolo Il mio nome è Herbert Fanucci
Editore Bompiani
Anno di pubblicazione 2005
Pagine 208
Prezzo (euro) 10,00

*La Madunina di Van De Sfroos

Cronaca di un concerto sui generis. Un cantante dialettale e i suoi 40 passi verso il Mistero
di Paolo Vites
Tratto da Tempi del 22 aprile 2008

A un certo punto sul palco sono saliti anche dei minatori, quelli di Frontale, in Valtellina, a cui lui ha dedicato una toccante canzone, "Pica!", che dà anche il titolo al suo ultimo, recente cd: "C'è gente che si chiede se esistono davvero" ha detto Davide Van De Sfroos, davanti a quel pubblico incredibile che riempiva, manco fosse stato un concerto di Bruce Springsteen, il Forum di Assago in ogni angolo possibile. "Certo che esistono i minatori, solo che la gente non li vede perché stanno sotto".

*Van De Sfroos «I miei non sono concerti, solo raduni tra amici»

di Antonio Lodetti
Tratto da Il Giornale del 18 aprile 2008

Per lui, che canta il dialetto dei laghèe, è l’ennesima rivincita. Davide Van De Sfroos da personaggio di culto - che pesca cascami di poesia nel mare magnum del blues e del country per tuffarle nello spirito del lago di Como - s’è trasformato passo dopo passo in una star internazionale.

Il romanzo di Davide

In libreria per Bompiani Il mio nome è Herbert Fanucci, ultima fatica letteraria di Van De Sfroos
di Alessandro Gandini

Tratto da La PADANIA del 10 dicembre 2005

Ieri Davide Van De Sfroos ha chiuso a Bellinzona il lungo tour dell'album "Akuaduulza". Nel frattempo però il cantautore monzese è tornato a scrivere ed ha pubblicato per Bompiani suo primo romanzo, il mio nome è Herbert Fanucci si legge d'un fiato, diverte, commuove e fa pensare, ma soprattutto ci conferma Bernasconi/Van De Sfroos come un artista che non solo conosce molti modi per esprimersi: li sa pure usare bene. Perché il suo romanzo - come i suoi dischi - è bello e sorprendente.

Quel sogno di trovare sorprese tra i rottami

«Il mio nome è Herbert Fanucci» di Van De Sfroos
di Giuseppe Amoroso

Tratto dalla GAZZETTA DEL SUD dell'8 dicembre 2005

A un certo punto della vita Vittorio il protagonista di Il mio nome è Herbert Fanucci (Bompiani, pp. 203, euro 10,00) di Davide Van De Sfroos, si rende conto di non essere stato la stessa persona.

Van De Sfroos diventa investigatore di anime

di Maurizio Zottarelli

Tratto da Libero del 2 dicembre 2005

Un cantastorie nasce per raccontare. E le storie sfuggono dalle forme in cui le costringiamo, fuggono perfino dai dischi. Così, per Davide Bernasconi, in arte Van De Sfroos, dopo sei Lp, è arrivato anche il terzo libro. Nel 2003 il cantautore aveva pubblicato "Le parole sognate dai pesci", collana di racconti uniti dal filo della memoria, la sola capace di ridonare senso alle cose; ora esce con un romanzo, "Il mio nome è Herbert Fanucci".

“Svuoto i taccuini, come Dylan”

DEGNI DI NOTA Davide Van De Sfroos presenta oggi il suo romanzo "II mio nome è Herbert Fanucci" e domani suona a Pavia
di Mariella Radaelli

Tratto da IL GIORNO Lombardia del 1° dicembre 2005

Van De Sfroos - E Fanucci entrò tra i miti del lago

Bompiani pubblica il primo romanzo del cantautore: un lavoro che si incastra nel mosaico della sua opera
di Alessio Brunialti

Tratto da LA PROVINCIA del 24 novembre 2005

Van De Sfroos scrittore da Costanzo

PERSONAGGI Martedì a Canale 5 Davide Bernasconi parlerà del suo primo romanzo in uscita mercoledì
Il cantautore a "Tutte le mattine" con il suo libro "II mio nome è Herbert Fanucci"
di Alessio Brunialti

Tratto da LA PROVINCIA del 19 novembre 2005

L'uomo della tempesta

Intervista con Davide Van de Sfroos
di Alessia Cassani

Tratto da L'isola che non c'era n. 27, ottobre 2002

Accostarsi al mondo di Davide Van de Sfroos significa essere assaliti da una tempesta. Un turbine di racconti, idee, suggestioni, progetti, creatività. Come certi suoi personaggi, anche Davide possiede quell’urgenza che spinge a viaggiare ed esplorare senza sosta. Nessun viaggio epico, però. Il suo microcosmo è popolato da quella ordinaria “gente meccanica” che forse vive ai margini della Storia, ma che quasi due secoli fa, sulle sponde sorgenti dallo stesso lago, aveva acquistato voce grazie ad un altro vate lariano…

*Nel nuovo Van De Sfroos Como diventa New Orleans

Esce “Akuaduulza” l'ultimo cd del cantautore lacustre, in cui le atmosfere gotiche americane si fondono con le radici padane di Maurizio Zottarelli

Tratto da Libero del 16 febbraio 2005

MILANO - Dopo le partenze, i ritorni. Se “Breva & Tivan” era il disco del lago di Como che si cantava ed “E semm partii” raccontava le storie di chi da lago partiva, “Akuaduulza”, l'ultimo cd di Davide Van De Sfroos, che viene presentato oggi e sarà nei negozi da venerdì 25 (l'uscita era stata annunciata per venerdì 18, ma per problemi tecnici è stata rimandata, mentre in Svizzera è già nei circuiti radiofonici da qualche giorno), è certamente l'album dei ritorni. Non solo perché questa è un'opera nata letteralmente nella cantina di casa, dove il cantautore comasco si è dedicato a una ricerca artigianale di sonorità nuove, ma soprattutto perché è il disco con cui Van De Sfroos va a scavare nelle profondità dei miti del suo lago.

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