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*I musulmani moderati non esistono.

Civiltà )( Barbarie di Domenico Bonvegna

In un recente editoriale sul settimanale Il Domenicale , Massimo Introvigne , sociologo e storico delle religioni, sostiene una tesi abbastanza provocatoria: l'Islam moderato non esiste . Introvigne ha verificato questa tesi viaggiando nei Paesi islamici.


Mentre in Italia, difficilmente si riesce ad incontrare un musulmano che non si dichiari moderato. Il motivo? Per vivere tranquilli e soprattutto per farsi invitare a Porta a Porta bisogna essere moderati.

Un esponente dei Fratelli Musulmani, che sono in gran parte fondamentalisti, si presenterà come "moderato"in Italia, mentre non userà mai questo aggettivo in Egitto o in Giordania. Ma la colpa di quest'abitudine non è soltanto dei musulmani secondo Introvigne, ma della stampa che divide i seguaci dell'Islam in due categorie: "terroristi" e "moderati" . Infatti, molti musulmani sono convinti che se non ci si definisce "moderati", sei considerato come un "terrorista".

Decodificare il termine di musulmano moderato non è facile, in particolare Introvigne non si sente di classificare come musulmani certi intellettuali che certamente sono moderati ma sicuramente non musulmani. Per Introvigne spesso "[…]sono pensatori rigorosamente marxisti o seguaci convinti di Voltaire nati da genitori musulmani. Sarebbe come presentare Marco Pannella o Emma Bonino al Cairo o ad Algeri come 'cattolici moderati' solo perché sono nati in Italia." ( Massimo Introvigne , In cerca dell'Islam moderato, in Il Domenicale , 23 dicembre 2006).

Certamente ingannarsi è più facile per l'Islam, che non ha un'organizzazione gerarchica, o una "Chiesa", che definisce in modo autorevole chi è dentro e chi è fuori. Tuttavia qualunque pensatore musulmano o scuola teologica negherebbe che sia musulmano chi non rispetta almeno i doveri della preghiera quotidiana e del digiuno del Ramadam, e s'insospettirebbe di fronte a chi mangia carne di maiale o beve alcolici, mentre sarebbe più tollerante sulla mancata frequentazione delle moschee, che per la maggioranza dei musulmani - a differenza di quanto accade per i cattolici, che hanno l'obbligo di andare a Messa - non rientra fra i doveri fondamentali di culto. (Ibidem)

Il ministro Amato che toglierebbe lo stipendio a chi nega che esistano i musulmani moderati, ha elencato tra i moderati, Ayaan Hirshi Ali, la compagna del regista olandese assassinato Theo Van Gogh, Khaled Fouad Allam, Souad Sbai, e Magdi Allam.

Per quanto riguarda la signora Ali "a cui non nego - scrive Introvigne - tutta la mia solidarietà quando i terroristi cercano di ucciderla -, mi sento di escludere che sia musulmana, dal momento che sostiene senza tatticismi che Dio non esiste e che tutte le religioni - islam, ebraismo, cristianesimo, induismo - sono nocive all'uomo e ancor di più alla donna e al gay, giacché perpetuano un pericoloso sistema patriarcale e una morale sessuale arcaica".

La posizione di Ayaan Hirshi Ali, forse è la più estremista, ma anche gli altri sono difficilmente ascrivibili a musulmani. "Possono essere intelligentissimi osservatori della realtà musulmana nazionale e internazionale, bravi giornalisti, consulenti, preziosi: ma non sono 'musulmani moderati' perché non raggiungono il livello di ortodossia e di ortoprassi minimo per essere definiti 'musulmani'".

Nonostante non esista nell'islam un Papa, non è difficile intendere chi sia musulmano e chi no, e se nel cattolicesimo troviamo "cattolici non praticanti", è difficile concepire "musulmani non praticanti", cioè che non pregano e non digiunano, mentre ci sono "musulmani che non vanno in moschea"i quali sono musulmani a tutti gli effetti, e spesso sono pure tutt'altro che "moderati".

In pratica gli intellettuali moderati acuti e raffinati, non sono per niente seguiti dal mondo islamico, anzi spesso sono inseguiti con intenzioni poco amichevoli . Secondo Introvigne al massimo si può parlare di "intellettuali di origine musulmana" o d 'intellettuali laici"nati in un Paese o in una famiglia musulmana .

In pratica non esiste un "islam laico", perché come emerge dal Corano , l'islam è uno stile di vita globale, è insieme religione, società, politica. Piuttosto esiste un pensiero laicista( che resta sempre un fenomeno di origine occidentale) che ha conquistato persone nate in terra o in ambiente islamico.

Infine Introvigne si occupa proprio di quei musulmani (la stragrande maggioranza) che non sono moderati. Si tratta almeno di un miliardo e mezzo, che certamente non si possono dividere in "terroristi"e in "moderati", perché diversamente dovremmo mettere dalla stessa parte tagliagole di professione e nemici giurati di Al Qa'ida come il sovrano saudita Abdullah, nonché filoamericani o antiamericani.

"Emerge allora l'opportunità di abbandonare la comoda ma ultimamente ingannevole etichetta 'moderati' , che in alcuni Paesi a maggioranza islamica del resto molti rifiutano mentre altrove è pressoché ignota[…]" .

In ogni modo secondo Introvigne i musulmani vanno suddivisi almeno in cinque categorie: ultraprogressisti, progressisti, conservatori, fondamentalisti e ultrafondamentalisti.

Per identificare i progressisti, occorre metterli in rapporto alla Modernità , con la nozione moderna dei diritti umani. I progressisti sono quei musulmani che accettano la Modernità come inevitabile, gli ultraprogressisti l'abbracciano con entusiasmo. Queste posizioni, nei Paesi islamici sono ultraminoritari, in Occidente si trovano nelle università e nelle redazioni dei giornali. Fanno concorrenza agli intellettuali d'origine islamica non musulmani. Inoltre alcuni li confondono con la gran maggioranza di musulmani immigrati in Europa e in Italia, perché non vanno in moschea.

Ma i sociologi li smentiscono, perché la maggioranza degl'immigrati non solo segue il digiuno del Ramadam e afferma di pregare, ma ha su tutti i problemi cruciali idee che non sono quelle progressiste. Tuttavia la buona notizia - secondo Introvigne - è che le idee della maggioranza degl'immigrati - e dei musulmani nel mondo - non sono neppure fondamentaliste o ultrafondamentaliste.

In genere il fondamentalista nel mondo musulmano è chi giudica in modo globalmente negativo la Modernità e l'accostamento occidentale ai diritti umani (anche se si serve dei suoi prodotti, dalle armi moderne ad internet ), mentre l'ultrafondamentalista è chi non esclude la violenza e il terrorismo come strumento politico. I fondamentalisti non sono, come spesso si dice, una piccola minoranza. Lo sono i terroristi ultrafondamentalisti e i loro fiancheggiatori diretti (da 50 mila a 100 mila musulmani: la maggiore massa d'urto nella storia del terrorismo mondiale) .

Comunque sia la maggioranza dei musulmani non è ne progressista né fondamentalista. Si situa al centro fra progressisti e fondamentalisti, e per Introvigne la parola più adatta per definirla, è conservatori . Anche se andrebbero fatte delle distinzioni.

I conservatori non sono progressisti: sono molto critici sulle dichiarazioni occidentali dei diritti umani perché pensano che i diritti dell'uomo mettano in pericolo i diritti sovrani di Dio. Sulla questione della libertà religiosa delle minoranze nei Paesi islamici, i diritti delle donne, la poligamia, l'esistenza dello Stato d'Israele, hanno delle forti perplessità, ma sono pronti a discuterne.

I musulmani conservatori non sono come Ayaan Hirshi Ali e neppure come Magdi Allam. Né 'come noi', da nessun punto di vista. Certamente non sono "musulmani moderati"come l'immagina Amato. Come ha mostrato Benedetto XVI in Turchia, la Chiesa Cattolica, è disponibile ad aprire un dialogo. Ma il dialogo è possibile solo con chi condanna la violenza e il terrorismo - anche contro Israele - e con chi concede nei Paesi musulmani quei diritti delle minoranze religiose che reclama per sé in Occidente.

S. Teresa di Riva, 30 dicembre 2006
Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it


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