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Il Terzi incomodo e le pene dell'ambasciatore

Inesperienza o il Paese ha sempre meno peso?
di Aldo Grasso
Tratto da Il Corriere della Sera dell'11 marzo 2012

Contrariamente a quanto si crede, ci sono ambasciatori che portano pene. Noi ne abbiamo uno: già ambasciatore a Washington, ora ministro degli Esteri del governo Monti, di nome fa Giulio Terzi di Sant'Agata, originario di Tresolzio, frazione di Brembate, dove esistono ancora il castello e i possedimenti di famiglia.

Dopo il blitz fallito dagli inglesi, costato la vita al nostro Franco Lamolinara, il leghista Bobo Maroni, usando tutte le sue ben note qualità diplomatiche, ha tuonato: «Gli inglesi ci prendono per il c... Cosa ci sta a fare uno così alla Farnesina?».

E, altrettanto diplomaticamente, il capo della diplomazia ha risposto: «Maroni farebbe meglio ad occuparsi delle vicende interne alla Lega invece di distogliere l'attenzione parlando di vicende che non conosce».

Al nostro ministro degli Esteri vengono imputati tre smacchi diplomatici: la figuraccia dell'Italia nella vicenda dei due marò prigionieri in India, la poca chiarezza nella gestione del caso di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita nel Maghreb e, infine, lo scarso peso politico dell'Italia nell'azione degli inglesi in Nigeria. Le battute si sprecano: il Terzi incomodo, la diplomazia per conto Terzi, la Farnesina di Terz'ordine... Nel nuovo governo ci sono ministri la cui discrezione viene scambiata per inettitudine e ci sono ministri che, invece, amano farsi notare.

Per esempio, non è sfuggita ai cronisti l'inopportuna idea di Terzi di far accompagnare a scuola i suoi due marmocchi da un'auto di servizio della Farnesina. E che dire dell'idea di minacciare querele a chi ha scritto che la sua attuale compagna, Antonella Cinque, è affittuaria di un appartamento in cui il ministro abita, in piazza Mignanelli, di proprietà di Propaganda Fide? Persino in ambienti finiani c'è malumore: Italo Bocchino ha parlato di prezzo da pagare al noviziato, costringendo Gianfranco Fini a correggere subito il tiro.

C'è solo da augurarsi che l'ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata Serbelloni Mazzanti Viendalmare stia davvero pagando pegno all'inesperienza, altrimenti significherebbe che l'Italia conta sempre meno sullo scacchiere internazionale.




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