di Domenico Bonvegna
Benedetto XVI in Spagna ha inaugurato un pellegrinaggio della bellezza, il Papa spesso relaziona la fede e la ragione, le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità, ora questo binomio tra fede e ragione, ne richiama un altro, quello tra fede e bellezza, "tra fede ed arte".
Per il Papa la Verità non si può separare dalla bellezza. La specifica bellezza dell'arte è inseparabile dalla bellezza. "la Chiesa è stata madre delle arti per secoli e secoli - afferma il Papa - il grande tesoro dell'arte occidentale - sia musica, sia architettura, sia pittura - è nato dalla fede all'interno della Chiesa. Oggi c'è un certo "dissenso", ma questo fa male sia all'arte, sia alla fede: l'arte che perdesse la radice della trascendenza, non andrebbe più verso Dio, sarebbe un'arte dimezzata, perderebbe la radice viva". Introvigne commentando aggiunge che non dobbiamo regalare l'arte di oggi al secolarismo laicista.
In un bellissimo testo, La bellezza salverà il mondo, edito da Ares di Milano, un giovane professore Giovanni Fighera, in pochi capitoli, riesce a sintetizzare in maniera eccellente la bellezza, il grande tesoro dell'arte occidentale tra l'altro per la maggior parte cristiana.
Occorre fare di tutto perché l'arte di oggi incontri la fede. Ma, a fronte dell'enorme distanza che intercorre fra l'arte moderna e la fede, questa impresa ha qualche speranza di successo? Sì, risponde il Papa, e la prova è precisamente il servo di Dio Antoni Gaudí. «Geniale architetto». Soprattutto con la chiesa della Sacra Famiglia, un «miracolo architettonico», «ambiente santo di incantevole bellezza».
Gaudì con la Sagrada Familia ha fatto una sintesi tra tradizione e creatività non è stato un puro imitatore dell'arte cristiana tradizionale.
Gaudì ha avuto il coraggio di costruire una cattedrale, luogo dell'incontro tra Dio e l'uomo, in una grande solennità; e questo coraggio di rimanere nella tradizione, ma con un creatività nuova, che rinnova la tradizione e dimostra così l'unità della storia e il progresso della storia. A Barcellona Gaudì ha creato uno spazio di bellezza, di fede e di speranza, che conduce l'uomo all'incontro con colui che è la verità e la bellezza stessa. Così l'architetto esprimeva i suoi sentimenti: "Una chiesa [è] l'unica cosa degna di rappresentare il sentire di un popolo, poiché la religione è la cosa più elevata nell'uomo".
Il Servo di Dio Antoni Gaudì per costruire la cattedrale di Barcellona si è ispirato alla natura, alla Sacra Scrittura e alla Liturgia, come tre libri da leggere insieme e che devono ispirare l'opera d'arte. Per Benedetto XVI, «Gaudí volle unire l'ispirazione che gli veniva dai tre grandi libri dei quali si nutriva come uomo, come credente e come architetto: il libro della natura, il libro della Sacra Scrittura e il libro della Liturgia. Così unì la realtà del mondo e la storia della salvezza, come ci è narrata nella Bibbia e resa presente nella Liturgia».
Lunedì sera a Milano, in un incontro organizzato da Alleanza Cattolica, proprio sulla figura di Gaudì, il relatore, l'architetto Marco Albera, lo ha definito l'antipolo dell'architettura contemporanea, uno dei suoi migliori rappresentanti Pablo Picasso autoesaltandosi, è arrivato a dire: "l'arte sono io". Al contrario di Gaudì che nelle sue opere ha voluto sempre esaltare Dio. Secondo Albera, Gaudì probabilmente sarà il primo architetto a diventare santo, potrebbe essere il patrono degli architetti, e volendo anche dell'ecologia. Durante la serata è stato proiettato un interessante documentario sul grande architetto spagnolo, così abbiamo potuto apprezzare le maggiori opere di Gaudì, straordinarie e originali per le curve, le decorazioni e le luci, tutto in pietra e ceramica.
La Sagrada Familia venne concepita come una «lode a Dio fatta di pietra». E' una Biblia pauperum attraverso la quale «voleva portare il Vangelo a tutto il popolo», si tratta di un vero catechismo in pietra. Del resto era l'intento dei costruttori delle grandi cattedrali gotiche del grande e splendido Medioevo, l'epoca della civiltà cristiana. A proposito, si può dire la stessa cosa di certe chiese moderne sfornate subito dopo il Vaticano II? Credo proprio di no. Ne ho una qui sottocchio, dove ora abito, vicino Milano, mi sembra un mausoleo, un ossuario per cimiteri.
La Sagrada Família non è solo una chiesa. Il progetto di Gaudí comprendeva anche una scuola. «In collaborazione con il parroco, [il servo di Dio] don Gil Parés [1888-1936, fucilato in odio alla fede durante la guerra civile], disegnò e finanziò con i propri risparmi la creazione di una scuola per i figli dei muratori e per i bambini delle famiglie più umili del quartiere, allora un sobborgo emarginato di Barcellona».
Infine Benedetto XVI spiega perché questa chiesa è stata dedicata alla Sacra Famiglia di Nazareth, lo si deve a un'associazione degli Amici di san Giuseppe, che vivevano del clima culturale diffuso da San José Manyanet [y Vives, per la devozione alla Sacra Famiglia di Nazareth. Si potrebbe pensare che si tratti di una devozione ottocentesca, ben poco di attualità oggi. Ma è piuttosto il contrario. A fronte dell'attacco laicista alla famiglia «proprio questa devozione di ieri, si potrebbe dire, è di grandissima attualità, perché il problema della famiglia, del rinnovamento della famiglia come cellula fondamentale della società, è il grande tema di oggi e ci indica dove possiamo andare sia nella costruzione della società sia nella unità tra fede e vita, tra religione e società. Famiglia è il tema fondamentale che si esprime qui, dicendo che Dio stesso si è fatto figlio in una famiglia e ci chiama a costruire e vivere la famiglia»
Rozzano MI, 16 novembre 2010
Festa di S. Margherita di Scozia
Domenico Bonvegna
domenicobonvegna[chiocciola]alice.it
Condividi questa pagina con altri lettori