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*Penne cattoliche spiegano perché il Papa è sotto assedio

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Civiltà )( BarbarieTre saggi in uscita raccontano l’origine degli attacchi al professor Ratzinger
Tratto da Il Foglio del 18 agosto 2010

Forse è più di una coincidenza che nei prossimi giorni escano alcuni libri che trattano dello stesso tema: il Papa sotto assedio.

La formidabile elezione del professor Ratzinger al soglio di Pietro, cinque anni fa, non è stata una sorpresa (era stato il braccio destro di Wojtyla per più di vent’anni), ma certo sorprendenti sono stati questi cinque anni di pontificato, pieni di eventi inattesi e di iniziative non scontate. E pure di polemiche crescenti e sempre più avvelenate, come se questo uomo mite ma fermo eccitasse il killer instinct dei mass media che subito ne hanno fiutato l’estraneità. I discorsi di Ratisbona e Parigi (ma anche quello negato alla Sapienza), alcune nomine episcopali, il motu proprio sulla messa in latino, i dossier lefebvriani e anglicani, le dichiarazioni sul preservativo durante il viaggio in Africa e infine la tempesta perfetta: i preti pedofili.

In effetti sembra la cronaca di un assedio che minaccia di proseguire. Provano a spezzarlo, anche solo ragionandoci sopra con calma, alcuni esperti del ramo. “Attacco a Ratzinger” (Piemme), scritto dai vaticanisti Andrea Tornielli del Giornale e dal nostro Paolo Rodari, passa in rassegna le accuse e gli scandali, le profezie e i complotti che si sono scatenati in questi anni contro Benedetto XVI. Ogni capo d’imputazione viene vagliato con grande acribia, grazie a testimonianze e a documenti di prima mano; alla fine alcune domande si impongono: c’è una regia ben precisa dietro questi attacchi o piuttosto un’assenza di strategia comunicativa della Santa Sede? Ha origine solo fuori della chiesa o trova sponda in ambienti ecclesiali?

Aldo Valli ha scritto “Attacco alla chiesa. Perché colpiscono il Papa”, di prossima uscita presso Lindau. Il vaticanista del Tg1 prova a spiegare come mai Ratzinger sia tanto indigesto all’opinione pubblica: forse perché insiste a parlare di verità in un mondo scettico e rassegnato, forse perché si batte per la giustizia ma anche per eliminare la sporcizia nella chiesa. Certo le sue encicliche non sono di pronta beva, richiedono un ascolto paziente, e non si può dire che il loro autore sia telegenico.

Anche Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro danno alle stampe un pamphlet, “Viva il Papa! Perché lo attaccano, perché difenderlo” (Vallecchi), in cui spiegano che le reazioni livorose nei confronti di Benedetto XVI sono dovute anche al suo lavoro di rafforzamento dell’istituzione papale.

Queste e altre pubblicazioni sono firmate da cattolici di diversa sensibilità accomunati dalla riscoperta di un genere nobile, l’apologetica, applicato al Papa. Con l’idea comune che “difendere Pietro è difendere se stessi”.

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