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Tratto da Giustizia Giusta il 26 agosto 2010
Teresa Cortese è il nome del magistrato onorario messinese condannato dalla sezione giurisdizionale di appello della Corte dei conti a risarcire al ministero della Giustizia oltre 41 mila euro a titolo di indennità percepite a fronte di ben 456 udienze a cui lo stesso magistrato non aveva mai partecipato.
Già in primo grado, i giudici contabili si erano espressi condannando la Dottoressa Cortese sulla base delle risultanze emerse in seguito a due ispezioni ministeriali.
La faccenda, già piuttosto imbarazzante, vista l'attività svolta dalla condannata, rischierebbe di arricchirsi di un ulteriore elemento di interesse qualora dovesse risultare che la Teresa Cortese condannata dalla Corte dei Conti sia la stessa recentemente eletta coordinatrice cittadina dell'Italia dei Valori.
A metà luglio, infatti, i militanti messinesi dell'IdV hanno acclamato (eccezion fatta per una unica astensione) la Cortese a leader cittadino di quel partito.
Abbiamo ben presente, naturalmente, che potrebbe trattarsi di uno spiacevole caso di omonimia: in tal caso provvederemo ad evidenziare la circostanza onde evitare che il nome dell'esponente del partito di Antonio Di Pietro possa essere accostato a quello della pluricondannata Dottoressa Cortese.
I casi di omonimia, del resto, spesso possono essere alla base di vere e proprie torture mediatiche e giudiziarie.
Ne sapeva qualcosa Enzo Tortora.
Tratto da Giustizia Giusta il 2 settembre 2010
Per errore, nell'articolo pubblicato il 26 agosto scorso con il titolo "A volte è meglio non essere Cortese", è stato riportato che Teresa Cortese è stata eletta coordinatore cittadino dell'Italia dei Valori a Messina.
Da una verifica è invece risultato che tale carica la Cortese ha assunto a Crotone e non nel capoluogo siciliano.
Dell'errore ci scusiamo con l'interessata e con i lettori, provvedendo alla correzione dell'articolo medesimo. (adc)