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Il Gran Mufti: San Paolo a Tarso sia chiesa, non museo

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In Turchia la massima autorità islamica chiede che lo storico sito venga riaperto come luogo di culto cristiano
di Marta Ottaviani
Tratto da Avvenire del 25 agosto 2010

Istanbul. È giusto che la chiesa di San Paolo a Tarso (sopra nella foto) venga riaperta. Come luogo di culto, non come museo. È il forte messaggio lanciato da Ali Bardakoglu, Gran Mufti di Turchia e capo della direzione per gli affari religiosi, in pratica la più importante autorità religiosa del Paese della Mezzaluna, che per il 95% è di fede musulmana. Le parole di Bardakoglu, riportate da tutta la stampa nazionale, arrivano a pochi giorni dalla celebrazione dell’Eucaristia nel monastero ortodosso di Sumela, a Trebisonda sul Mar Nero, che è stato chiuso al culto per 88 anni e che ha riaperto alla preghiera una volta all’anno. La celebrazione era parte di un’iniziativa governativa e sarà seguita il 19 settembre da una Messa nella chiesa armena di Akdamar sul lago di Van.

«Trovo molto corretto che la chiesa di San Paolo a Tarso venga utilizzata come chiesa e non con la sua attuale destinazione di museo – ha detto Ali Bardakoglu –. Si tratta di un luogo consacrato ai cristiani, loro vogliono poter tenere le loro celebrazioni religiose lì, non ci devono essere ragioni per proibirglielo». La chiesa di San Paolo, riferimento per i cristiani di tutto il mondo, è attualmente adibita a museo. I fedeli possono celebrarvi la Messa, avvisando le autorità turche con un anticipo di tre giorni.

L’Anno Paolino e il clima positivo creatosi fra le autorità turche e il vicario apostolico dell’Anatolia, Luigi Padovese (assassinato lo scorso giugno), sembravano aver posto le premesse per il cambio di destinazione dell’edificio, che sarebbe rimasto di proprietà turca, ma gestito dai cristiani. Il protrarsi dei colloqui e l’uccisione di Padovese hanno bloccato la situazione. Le dichiarazioni di Ali Bardakoglu arrivano come un raggio di luce in un momento così delicato per i cristiani in Turchia, in fiduciosa attesa ma profondamente colpiti dalla morte del vicario apostolico. Bardakoglu ha poi esteso il discorso alla tolleranza fra fedi diverse: «Ci sentiamo disturbati quando sentiamo che in Europa vengono banditi i minareti. Dobbiamo proteggere la libertà di religione per prima cosa nei nostri territori». Il Gran Mufti di Turchia è noto per la sua propensione al dialogo fra fedi. Nel 2006, durante la visita di Benedetto XVI in Turchia (sopra: la foto del loro incontra ad Ankara) lo accompagnò a Santa Sofia e nella moschea di Sultanahmet, dove il Papa e il Gran Mufti pregarono fianco a fianco.




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