Cristo risorto Medaglia miracolosa
Davide.it ACCESSO FILTRATO A INTERNET

Avviso ai naviganti

Questo non è il sito della
Associazione Culturale
il Mascellaro
.
Per andarci, cliccare
sull'albero qui sotto.

Negoziati Israele-Anp: il pasticcio di Obama

Versione adatta alla stampaVersione adatta alla stampa

di Carlo Panella
Tratto da Libero del 21 agosto 2010
Tramite il blog di Carlo Panella

Hillary Clinton ha annunciato ufficialmente ieri che colloqui diretti tra israeliani e palestinesi, dovrebbero ripartire a Washington il 2 settembre, con un vertice a tre tra Barack Obama, Bibi Netanyhau e Abu Mazen.

La Clinton ha poi aggiunto una postilla fondamentale, in cui è racchiuso il pieno fallimento politico sul tema da parte di Obama e il senso drammatico delle vere ragioni per cui Abu Mazen, obtorto collo, li ha accettati: “I negoziati avranno luogo senza precondizioni”. Il disastro è che sin dall’inizio della sua presidenza Obama aveva tentato di imporre una determinate e vincolante “precondizione”, che ora si è dovuto rimangiare. Incontrando infatti per la prima volta alla Casa Bianca Nethanyhau il 12 maggio del 2009, Obama gli aveva detto che per accedere ai negoziati Israele avrebbe dovuto congelare completamente la politica di insediamenti, anche a Gerusalemme. Questa era la precondizione chiesta da Abu Mazen e dagli arabi. Ma quando Netanyhau ha risposto picche e ha rifiutato di congelare gli insediamenti, Obama non ha più saputo che fare, tranne che tirarla per le lunghe, impegnando il suo fiduciario George Mitchell in una serie infinite di viaggi tra Gersualemme, Ramallah e le capitali arabe. Obama insomma ha fatto perdere 16 mesi di tempo alle trattative, mentre precipitava verso lo zero il patrimonio di credibilità che si era conquistato in un mondo arabo convinto che fosse il primo presidente Usa a saper imporre condizioni a Israele. Ora Obama prende atto di avere sbagliato, e non solo ritira le precondizioni richieste a Netanyhau, ma è costretto a imporre ad Abu Mazen e alla Lega araba a rinunciarvi. La ragione di questa poco onorevole giravolta da dilettante è semplice. Obama ha dovuto prendere atto di avere sbagliato completamente strategia nei confronti dell’Iran, basata sulla sua certezza che gli iraniani avrebbero corrisposto alla sua politica di mano tesa. L’Iran invece è andato dritto per la sua strada, mentre la Siria (pedina fondamentale nello schema obamiano) ha rafforzato invece che allentare la sua alleanza con un Ahmadinejad che ha continuato nel suo classico gioco di rilancio di trattative sempre più truffaldine (l’ultima disponibilità a trattare l’ha rilanciata ieri, ma senza offrire alcuna seria proposta che eviti che l’uranio arricchito all’estero, non venga poi ulteriormente arricchito in Iran, sino a essere impiegabile per una bomba atomica). Un quadro tanto fosco che i paesi arabi (innanzitutto Arabia Saudita, Egitto, Emirati del Golfo e Giordania), sono entrati nel panico di fronte alla prospettiva di un Iran che –grazie alla inefficacia della strategia di Obama- da qui a qualche decina di mesi possa minacciarli con un armamento atomico supportato da un apparato missilistico aggressivo di primo ordine. Da qui, il fiorire di autorevoli indiscrezioni sul concreto (ma ipocrita e clandestino) appoggio militare che Ryad e il Cairo si apprestano a dare ad Israele se la situazione imponesse una reazione militare contro Teheran. Da qui, la decisione (condivisa da Ryad e Cairo) di forzare su un accordo tra Abu Mazen e Netanyhau, anche al ribasso (dal punto di vista arabo), che emargini ed isoli gli alleati dell’Iran (Siria, Hamas ed Hezbollah) e che permetta loro però di presentarsi innanzitutto sul piano interno, ma anche su quello della umma musulmana, come coloro che hanno imposto la fine e la pace in un conflitto che lacera il mondo islamico da 90 anni. Percorso tortuoso, premessa per trattative complesse e con poche speranze di buon esito, anche perché Iran e Siria hanno tutto l’agio di sabotare la trattativa facendo incendiare i confini di Israele (come hanno fatto nei giorni scorsi) da Hamas e Hezbollah.




I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori.
Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari.

Tutto il materiale presente su miradouro.it, mascellaro.it, mascellaro.eu è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d'uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di comunicarcelo via e-mail (nella sezione "Contattaci") attestando le sue dichiarazioni comprovate.

Quanto pubblicato in queste pagine e che non competa il nostro ingegno, è dichiarato nella voce "tratto da" o "fonte" presente in testa al contributo proposto o al piede.

Seguite il Miradouro su Twitter

Premium Drupal Themes by Adaptivethemes