- Home
- Miradouro.it
- Ambiti
- Sezioni
- Argomenti
- Serie di articoli
- Contenuti speciali
- Links

Tratto da Avvenire dell'11 agosto 2010
Lahore. «Numeri esatti non ne ho», premette monsignor Lawrence Saldanha, vescovo di Lahore, «ma penso che lascino il Pakistan ogni giorno quasi 200, 300 dei nostri fedeli. Considerato che non è facile ottenere un visto per l’Europa, il Canada o l’Australia, non è una cifra poi così alta. Però so anche che molti altri ancora vorrebbero partire», ha dichiarato a TV2000 il presidente della Conferenza episcopale pachistana. Un esodo lento, ma destinato presto a prosciugare la minoranza cattolica del secondo Paese islamico più popoloso al mondo, un milione circa di fedeli tra più di 160 milioni di musulmani. Anche la somma di tutte le chiese e comunità cristiane rasenta appena il 2% della popolazione. «Il fatto è che non siamo accettati come cittadini con uguali diritti, vogliono che abbandoniamo la nostra fede, che diventiamo musulmani anche noi», ha aggiunto monsignor Saldanha. «E dire che quelli che pensano così sono una piccola minoranza di estremisti, che però esercitano una grande influenza sul resto della popolazione». Prova ne è la legge sulla blasfemia, che sulla carta punisce le offese all’Islam, di fatto si presta ad un’infinità di abusi sulla minoranza cristiana. E a 24 anni dalla sua entrata in vigore, ogni tentativo almeno di modificarla va a cozzare contro fortissime pressioni contrarie: «Noi però soffriamo ancora a causa di essa; persone uccise o costrette a fuggire, abitazioni date alle fiamme… Perciò continuiamo a chiedere che sia radicalmente abolita». (P. F. )