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*Consultori, una riforma con la famiglia al centro

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Ancora ferma in Parlamento la proposta che punta a tutelare la vita come valore • Belletti: la proposta nazionale sarà la piattaforma che servirà al Forum per rilanciare il progetto a livello locale
di Pier Luigi Fornari
Tratto da Avvenire dell'11 agosto 2010

Da anni associazionismo e Parlamen­to avvertono la necessità di una rifor­ma dei consultori familiari per dare piena attuazione alla prevenzione dell’a­borto previsto anche dalla legge 194. La leg­ge nazionale vigente risale al 1975, tre anni prima della approvazione della norma sulla interruzione volontaria di gravidanza che as­segnò anche al medico del consultorio la fun­zione di rilasciare il certificato per abortire.

Nella conclusione della indagine conosciti­va della commissione Affari sociali della Ca­mera sulla applicazione della 194 del gen­naio 2006 si afferma che «è evidente che il compito più speci­fico della funzione consultoriale è l’of­ferta alternativa di consiglio e di aiuto onde evitare, se pos­sibile, l’aborto», sol­lecitando anche «il pieno utilizzo del po­tenziale di risorse u­mane che può esse­re assicurato dal vo­lontariato». Già dalla scorsa legislatura Luisa Santolini dell’Udc ha presentato una proposta di leg­ge che, abrogando la normativa del 75, pun­ta a realizzare, ciò che è impossibile per una normativa regionale, escludere il consulto­rio dagli atti sanitari relativi all’aborto. Pre­vede, però, che il medico che rilascia il cer­tificato relativo informi il consultorio che prenderà contatto con la donna, offrendole «ogni possibile aiuto al fine di favorire la pro­secuzione della gravidanza». «La proposta è frutto del lavoro di una commissione del Fo­rum delle associazioni familiari – afferma la Sontolini già presidente di quella organizza­zione – alla quale diedero il loro apporto le realtà impegnate nel settore, a cominciare dalla Confederazione italiana consultori fa­miliari di ispirazione cristiana, dal Movi­mento per la Vita, dal Faes e dall’Ucipem. Lo scopo è quello di riportare il consultorio al­la sua originaria funzione di curare il benes­sere della famiglia, non di intervenire solo quando si è ormai difronte ad un malessere in fase avanzata». La deputata della Udc spe­ra in una rapida calendarizzazione della pro­posta in commissione, richiamando l’asso­luta necessità di «una legge quadro nazio­nale che armonizzi le iniziative regionali, al fine di tutelare la vita e la donna, spesso la­sciata sola di fronte alla maternità».

Pieno appoggio alla proposta di riforma dei consultori è stato manifestato dal Forum na­zionale delle famiglie. «Riprende pienamente le nostre istanze in materia. Il testo di legge presentato – ha spiegato il presidente na­zionale, Francesco Belletti – sarà la piat­taforma da cui partire per rilanciare l’inizia­tiva a livello locale, attraverso i Forum regio­nali. Come già fatto in Lombardia e nel La­zio».




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