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Arrivati ieri a Madrid dall'Avana i primi 7 dissidenti scarcerati. «Diciamo grazie alla Chiesa e a chi combatte per la democrazia nell'isola»
Tratto da Avvenire del 14 luglio 2010
Madrid. Sono apparsi sorridenti nonostante il lungo viaggio e gli interminabili anni di carcere. Sette per l’esattezza, dalla “Primavera Negra” del 2003. Appena arrivati a Madrid, Lester Gonzalez, Omar Ruiz, Antonio Villarreal, Julio Cesar Galvez, Josè Luis Garcia Paneque, Pablo Pacheco e, per ultimo, Ricardo Gonzales – i primi 7 dissidenti cubani scarcerati – hanno sottolineato che continueranno a lottare per libertà. E, poi, hanno ringraziato la Chiesa, che ha mediato per la loro liberazione, la Spagna e gli “eroi” Orlando Zapata e Guillermo Fariñas. Che, coi loro digiuni a oltranza, hanno attirato lo sguardo del mondo sui prigionieri politici cubani. Parole commosse anche per la «fede incrollabile» delle “Damas de Blanco” che, per anni, hanno marciato per la libertà dei reclusi di coscienza. Irene Viera, moglie di Julio Galvez, partita con lui, come altri 30 familiari, ha viaggiato con l’abito bianco che usava nei cortei. Il più noto del gruppo è Ricardo Gonzales, corrispondente di “Reporters sans Frontiers”. A Cuba, procede la macchina delle scarcerazioni. Entro 4 mesi dovranno essere liberati tutti i 52 dissidenti arrestati nel 2003 e ancora in carcere. A breve, altri 13 oppositori partiranno per la Spagna.
Quattro – ha annunciato Moratinos – dovrebbero arrivare oggi. Laura Pollan, leader delle “Damas de Blanco” ha dichiarato che, per ora, dei 26 prigionieri contattati, 20 hanno accettato di trasferirsi. Autorità e Chiesa hanno ribadito che la partenza non è condizione per la liberazione. (Lu. C. )