Tratto da Mondo Piccolo nel novembre 2004
Questo libro che raccoglie una serie di “favole” apparse tra il 1941 e il 1961 sul «Corriere della Sera» e su «Candido» e mai raccolte in volume, vuole essere un omaggio fatto a Giovannino Guareschi in occasione del suo recente inserimento nel Dizionario biografico della Treccani degli italiani illustri per la sua opera letteraria. Ma vuole essere, soprattutto, un omaggio ai suoi fedeli lettori offrendo loro la possibilità di leggere brani che, altrimenti, sarebbero rimasti chiusi tra le pagine ingiallite di vecchi giornali.
Iniziano il volume due elzeviri scanzonati apparsi sul «Corriere della Sera» nel 1941-1942: «Come finì Ara bell’Ara?» e «Triste fine di Gaston». Segue un racconto del 1950 il cui fresco umorismo si collega a quello della Scoperta di Milano. Gli altri racconti parlano di una letterina di Natale particolare («Appunti per un racconto di Natale»), della prepotenza del Fisco («Il cittadino Demei»), di una speciale carica di cavalleria («La peccatrice»), di un amaro «Appuntamento» (Giovannino Guareschi ha provvisto prudentemente il racconto anomalo di “Istruzioni per l’uso”), di un bambino che salva una coppia in crisi («In un’ora o poco più»), di un ritorno dal passato («l’Americano»), di un amore filiale più forte della morte («Vita col padre»), della solitudine di un ragazzo («Sciopero dei professori»), della noia dilagante («Il sistema»). Influenzato forte della sua forzata convivenza con i “coatti” in San Francesco, nel «Dannato» ci racconta di uno “scruscio”, dotando naturalmente il racconto di un “Piccolo vocabolario del coatto”. Inoltre, in un racconto inedito del 1967 - non è stato pubblicato dal direttore di «Oggi» per evitare possibili grane con la Magistratura - difende con forza il diritto alla vita delle creature ancora in embrione.
Baffo racconta
di Giovannino Guareschi
Introduzione di Alessandro Gnocchi,
Rizzoli, Milano 2004,
in libreria dal 17 novembre 2004
Condividi questa pagina con altri lettori