di Sandro Magister
Tratto da Settimo cielo, il blog di Sandro Magister, l'8 marzo 2010
La polemica che da un anno contrappone vari membri della pontificia accademia per la vita al presidente della stessa accademia, l’arcivescovo Rino Fisichella, registra un ennesimo nuovo capitolo.
Del penultimo capitolo, e prima ancora degli altri, aveva riferito www. chiesa.
Dopo l’assemblea plenaria dell’accademia tenuta in Vaticano dall’11 al 13 febbraio, cinque accademici avevano diffuso una dichiarazione critica nei confronti del loro presidente Fisichella, giudicato inadatto al ruolo a motivo di un articolo da lui pubblicato su “L’Osservatore Romano” del 15 marzo 2009, riguardante un doppio aborto compiuto su una bambina madre brasiliana.
A seguito di questa dichiarazione, il portavoce vaticano Federico Lombardi aveva lamentato che essa era stata resa pubblica senza che se ne fosse discusso nell’assemblea plenaria, “che sarebbe stato il luogo naturale per affrontare l’argomento”.
Ma adesso si sa che nel corso dell’assemblea la questione è stata invece affrontata. A rivelare il retroscena è stato l’accademico che se n’è occupato, il professor Joseph Seifert, fondatore e rettore dell’accademia internazionale di filosofia del Liechtenstein.
In una lettera aperta pubblicata su LifeSiteNews. com Seifert ha riferito di aver sottoposto a Fisichella, all’inizio della plenaria, un testo che mirava a chiudere la polemica “in pace e verità”, riaffermando con la massima chiarezza la dottrina della Chiesa e della legge naturale in materia di aborto. Nelle intenzioni del proponente, il testo sarebbe stato presentato all’assemblea dallo stesso Fisichella e, una volta approvato e sottoscritto da tutti, sarebbe stato infine consegnato a Benedetto XVI.
Ma Fisichella rifiutò. Rifiutarono anche i componenti del direttivo dell’accademia. Seifert ritirò il testo e – racconta – avrebbe mantenuto il silenzio sulla fallita iniziativa se Fisichella non avesse di nuovo ribadito pubblicamente, durante e dopo la plenaria, che la congregazione per la dottrina della fede gli aveva dato pienamente ragione per quanto scritto nel contestato articolo su “L’Osservatore Romano”.
In effetti, nella sua “dichiarazione” dell’11 luglio 2009, la congregazione per la dottrina della fede si era limitata a dire che l’articolo di Fisichella era stato “manipolato e strumentalizzato”. Per mesi, i critici di Fisichella si erano aspettati da lui che ammettesse almeno di essere stato frainteso e prendesse lo spunto da ciò per confermare la sua adesione integrale alla dottrina della Chiesa sull’aborto. Ma così non è stato.
L’ennesima rivendicazione di Fisichella d’aver avuto ragione, dopo di aver rifiutato di sottoscrivere il testo di pacificazione che gli era stato proposto, ha indotto quindi il professor Seifert a rompere il silenzio.
Assieme al racconto di quanto accaduto, Seifert ha pubblicato anche il testo che, nei suoi intendimenti, avrebbe dovuto chiudere pacificamente il caso.
Il testo è riportato in coda a questo post, nell’originale inglese.
Inoltre, Seifert ha detto di condividere il contenuto della dichiarazione sottoscritta dai cinque suoi colleghi di accademia. Anzi, ha rincarato. A suo giudizio Fisichella è inadatto non solo a presiedere l’accademia per la vita, ma anche a essere messo a capo di una diocesi, tanto più se cardinalizia, viste le sue posizioni morali “proporzionaliste” e “consequenzialiste”, quindi condannate dall’enciclica di Giovanni Paolo II “Veritatis splendor”, su un punto capitale come l’aborto.
Una dichiarazione di ostracismo che arriva proprio mentre per Fisichella si sta profilando realmente l’approdo a una diocesi: non quella di Modena, da lui rifiutata qualche mese fa, non quella cardinalizia di Torino, da lui lungamente sognata, ma quella di Siena.
Alla protesta contro il presidente della pontificia accademia per la vita, l’arcivescovo Rino Fisichella, di cui ha dato notizia il post precedente, si è aggiunta il 7 marzo un’ulteriore, ennesima protesta, sempre contro Fisichella, ma che questa volta ha messo alle corde il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, per i commenti da lui fatti il 19 febbraio a una dichiarazione firmata da cinque accademici.
Uno di questi cinque, Christine de Marcellus Vollmer, venezuelana che vive negli Stati Uniti, presidente della Alliance for Family e della Latin American Alliance for Family – la stessa che aveva portato a diretta conoscenza di papa Benedetto XVI i guasti prodotti a suo giudizio dall’articolo di Fisichella su “L’Osservatore Romano” del 15 marzo 2009 –, ha preso carta e penna e ha scritto a padre Lombardi la seguente lettera:
Gentile padre Lombardi,
lei ha sfortunatamente frainteso me e i miei colleghi con i suoi commenti alla stampa e su “L’Osservatore Romano” riguardo alla dichiarazione che abbiamo pubblicato il 19 febbraio 2010. Le chiedo quindi di diramare una rettifica al fine di informare le varie parti interessate in tutto il mondo.
La dichiarazione che è stata diffusa non era una “richiesta” al Santo Padre di rimuovere l’arcivescovo Fisichella da presidente della pontificia accademia per la vita. La nomina del presidente e dei membri dell’accademia, come ho detto al Catholic News Service il 3 febbraio, è prerogativa esclusiva del Santo Padre. La nostra dichiarazione faceva chiarezza su fatti importanti e correggeva la falsa immagine di unità trasmessa alla stampa il 12 febbraio dal nostro presidente.
Il fatto che l’arcivescovo Fisichella abbia dedicato buona parte del suo tempo nel suo discorso d’apertura a rivendicare che la “Chiarificazione” emessa l’11 luglio 2009 dalla congregazione per la dottrina della fede dava ragione al suo articolo del 15 marzo [su "L'Osservatore Romano"] ha mostrato agli accademici che l’arcivescovo continua a tener ferma la convinzione che i medici possono decidere quando un aborto diretto è consentito in casi “difficili”; questo in diretto contrasto con l’insegnamento costante del magistero (”Evangelium vitae” n. 62). [... ]
Per fortuna la “Chiarificazione”, pubblicata l’11 luglio 2009 su “L’Osservatore Romano”, ha portato conforto a coloro che si sono sacrificati per seguire l’insegnamento della Chiesa riguardo alla santità della vita, e noi consideravamo la questione chiusa, come ho detto al Catholic News Service il 3 febbraio 2010.
Quando però, con nostra costernazione, il presidente della pontificia accademia per la vita è arrivato a dichiarare che il suo articolo era stato approvato dalla “Chiarificazione” della congregazione per la dottrina della fede, è divenuto evidente che il pericolo di confusione dei cattolici si ripresentava dappertutto di nuovo. La nostra dichiarazione ha avuto l’effetto di far capire ai fedeli che operano per la difesa della vita umana innocente che egli non parlava a nome dell’accademia in quanto tale.
L’importante saggio su “La trappola della falsa compassione” scritto dal nostro illustre cofirmatario monsignor Michel Schooyans, pubblicato pochi giorni prima dell’assemblea, è molto più rappresentativo del pensiero dell’accademia per la vita.
In forza di questi fatti, le chiedo formalmente, padre Lombardi, che ella emetta una rettifica della falsa immagine data ai nostri atti.
Sinceramente in Cristo,
Christine de Marcellus Vollmer
7 marzo 2010