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*C'è privacy perfino per Balducci

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Civiltà )( BarbarieIl garante tace, così il capo della cricca attira solidarietà • Strategia difensiva al grido di giù le mani dall'ex numero uno (gay) dei Lavori pubblici
di Franco Adriano
Tratto da Italia Oggi il 6 marzo 2010

C'è il diritto alla privacy perfino per un personaggio come Angelo Balducci, finito alla gogna per essere il capo della cricca dei Lavori pubblici, secondo l'inchiesta di Firenze? Ormai non più, considerato il tenore delle intercettazioni che sono state pubblicate. Ma nel processo mediatico in corso, proprio le scorribande sui suoi gusti sessuali e la totale assenza di tutela di privacy nei suoi confronti, rischiano di divenire un'importante arma di difesa nelle sue mani. Dunque, non tanto perché il garante della privacy, Francesco Pizzetti, finora ha ritenuto di dire nulla su questa vicenda in attesa forse che il parlamento legiferi sullre intercettazioni, ma perché se si andrà avanti a far pubblicare il materiale a disposizione degli inquirenti (e ce ne sarebbe ancora molto, con tanto di particolari in centimetri), a provar simpatia per Balducci nell'opinione pubblica saranno in molti e non soltanto il direttore del Giornale, Vittorio Feltri, e il responsabile dei Diritti civili per l'Italia dei Valori, Franco Grillini. L'avvocato Franco Coppi, che prima con Giulio Andreotti e oggi con Balducci, dimostra una specializzazione nella difesa dei super potenti che all'improvviso si trasformano in reietti, non ha avuto dubbi da dove cominciare la sua azione difensiva. Sarà un caso? «Una vergogna che vicende private che nulla c'entrano con l'inchiesta, vengano pubblicate sui giornali. Non è che la galera consenta di infangare liberamente gli imputati», ha dichiarato. E come se il direttore di un coro avesse dato il la, è giunta l'intervista al Riformista del citato Grillini: «L'avvocato di Balducci, Coppi, ha perfettamente ragione». E, poi, aggiunge l'esponente del partito più giustizialista che c'è, quello di Antonio Di Pietro: «Vorrei sapere chi e perché ha tirato fuori quei verbali». Per assolvere: «Sesso per appalti? Non ci credo. Comunque, per Balducci, il reato non sussiste, casomai vale per il suo procacciatore». In un editoriale del Giornale firmato «la redazione», poi, si va dritto al sodo facendo notare come la procura di Perugia, all'ascolto di queste conversazioni private, «non glissa, ma infierisce». E se la prende con Repubblica: «Dov'è dunque finita, non dirò la privacy, ma l'apertura mentale, la necessaria tolleranza imposta da una posizione politicamente corretta, verso il mondo gay? Non è proprio Repubblica ad avere difeso i diritti dei gay e la loro aspirazione alle unioni di fatto, contro l'oscurantismo della Chiesa? E adesso come mai espone Balducci al pubblico ludibrio indicando incontri omosessuali come prostituzione, favoreggiamento? Gli amici di Repubblica hanno dimenticato com'erano gli incontri di Pasolini? E qualcuno oserebbe infamarlo per una pratica così diffusa da essere stata l'orgoglioso punto di partenza della carriera pubblica di Vladimir Luxuria?». Nell'ordine, le citazioni continuano con Sandro Penna, De Pisis e Nichi Vendola. Ma alla fine appare chiaro il pericolo che vicende private come queste, in totale assenza di una chiara politica sulla privacy, finiscano per divenire armi improprie. Le pubblicazioni troppo enfatiche come le evidenti forzature politiche quando si cita il regime cubano, per accusare chi ritiene giusto che Balducci stia in galera anche perché omosessuale. Insomma, forse un giorno sarà dimostrato che Balducci è il belzebù del momento: l'alto funzionario ministeriale che tradisce in ogni modo la sua funzione, l'alto papavero corrotto, il gentiluomo del papa che si fa informatore segreto della stampa sulle vicende vaticane, l'uomo dalla doppia vita e privo di cuore che non va a nemmeno a trovare il ragazzo del coro, suo amico, malato di cuore in ospedale. Ma il caso del capo della cricca dei lavori pubblici dimostra una volta di più che i processi dovrebbero svolgersi soltanto nelle aule dei tribunali e non altrove con mezzi discutibili e colpi bassi. Intanto, va detto che l'inchiesta di Firenze va avanti con sempre nuovi arresti (anche ieri è avvenuto). Materia da portare in tribunale, dunque, ce n'è già abbastanza senza metterci un carico aggiuntivo.




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