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*Perché dopo il Concilio Vaticano II qualcosa è andato storto

di Ralph Mcinerny
Tratto da Il Foglio del 10 febbraio 2010

Pubblichiamo un estratto da Ralph McInerny, “Vaticano II: che cosa è andato storto?”, prefazione di Massimo Introvigne, Fede & Cultura, Verona 2009

Col passar del tempo la crisi si approfondì. All’inizio, ci fu un rifiuto esplicito e senza precedenti del Magistero, qualcosa che stupiva e faceva sì che i dissidenti si percepissero come eroi impegnati in una lotta contro l’oppressione, una lotta il cui carattere rivoluzionario era chiaro. Col passare degli anni il dissenso divenne abitudine. Una generazione di teologi più giovani fu educata all’idea che il suo compito è in qualche modo distinto e non guidato dal Magistero. Oggi i documenti pontifici sono regolarmente fatti oggetto di rifiuto, che sarebbe impudente se non fosse così consueto. La sfida non è più una novità. Oggi sembra quasi che il termine “teologo dissidente” debba essere applicato a quei pochi che accettano il Magistero. Ma c’è un’ironia ancora più profonda. Un numero illimitato di bambini non è più la sola alternativa alla contraccezione. I successi dei metodi naturali di regolazione delle nascite hanno reso gli argomenti di base che avrebbero dovuto sostenere il dissenso contro l’“Humanae Vitae” non più sostenibili. Perché i teologi dissidenti non sono interessati o sono ostili ai metodi naturali? La loro dichiarata preoccupazione di trovare un modo morale per limitare il numero dei figli sembra essere svanita proprio ora che la scienza ha scoperto una via morale per farlo.

Il dissenso ormai è diventato un abito mentale: un abito mentale privo di senso.

“Rapporto sulla fede” aveva richiamato l’attenzione su questa crisi di autorità. Il Vaticano aveva tentato di risolverla con sforzi come quello del Sinodo Straordinario del 1985, la professione di fede e il giuramento di fedeltà del 1989, il catechismo del 1992, e la lettera apostolica “Ad Tuendam Fidem” del 1998, che ha fatto del dissenso una violazione del diritto canonico e ha minacciato sanzioni ai dissidenti. E c’è stato un fuoco di sbarramento di altri documenti e misure tese a fermare la marea del dissenso.

Nessuna ha funzionato.

E’ evidente che la soluzione alla crisi di autorità non si trova nei soli argomenti. Gli argomenti, per essere efficaci, hanno bisogno che coloro cui sono destinati siano in possesso di orecchie per intendere. In ogni caso, generalmente il Signore non sceglie di salvare il suo popolo servendosi della dialettica. Piuttosto, io e il lettore – e i dissidenti – dobbiamo tutti imparare dal contesto più ampio nel quale Papa Giovanni Paolo II aveva inserito la sua trattazione della morale cristiana nella sua enciclica “Veritatis Splendor”. Il Papa partiva dal racconto di Matteo relativo al giovane ricco che va da Gesù attratto dal Maestro. Il giovane chiede cosa debba fare per essere salvato. “Osserva i comandamenti”, risponde il Signore. Quali sono i comandamenti? Gesù li ricorda nominandone alcuni, e il giovane risponde dicendo che li osserva tutti. Bene, allora se vuole essere perfetto, dice Gesù, dovrebbe vendere tutto quello che ha, dare il denaro ai poveri, e seguire il Signore.

Qui il Papa vuole che vediamo che le questioni morali particolari sono specificazioni di una questione più generale: che cosa devo fare per salvarmi? Cristo ha fondato la chiesa perché la Sua risposta a quella domanda e la grazia di riceverla possano discendere di generazione in generazione. Ha dato al Santo Padre il compito d’insegnare a coloro che desiderano la salvezza.

Quello di cui oggi abbiamo bisogno non è una confutazione dei cattivi argomenti dei dissidenti, ma un cambiamento del cuore. La “Lumen Gentium”, la Costituzione dogmatica sulla chiesa del Vaticano II, culmina in un capitolo sulla Beata Vergine Maria quale Madre della chiesa. Giovanni XXIII concludeva il suo discorso di apertura del Concilio con una preghiera a Maria. La “Veritatis Splendor” di Giovanni Paolo II, come altri scritti dello stesso Pontefice, culmina in una preghiera a Maria. All’inizio di queste pagine, io affermavo che sarà seguendo i desideri di Maria come furono comunicati ai bambini di Fatima che la promessa del Vaticano II sarà mantenuta. Ha chiesto preghiera e penitenza. Preghiera e penitenza scacceranno il demone del dissenso e ci daranno una chiesa nuovamente piena della speranza e dell’ottimismo del Vaticano II.




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