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Ieri sera l’Arcivescovo Carlo Caffarra ha presieduto la celebrazione eucaristica • «Clelia Barbieri ci insegna la vera misura della dignità umana»
di Margherita Parmigiani
Tratto da L'Informazione - Il domani di Bologna del 14 luglio 2009
«I tesori più grandi sono donati ai più piccoli», con queste parole l’Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra ha aperto l’omelia della solenne concelebrazione eucaristica in onore di Santa Clelia Barbieri, giovane catechista vissuta nella località persicetana a metà dell ’Ottocento, beatificata nel 1968 e santificata nel 1989. La venerazione della Santa è molto forte nel bolognese e non solo.
Migliaia i pellegrini presenti già da ieri mattina alle prime luci dell’alba per la celebrazione delle Lodi e le confessioni, centinaia i fedeli al parco del santuario di Santa Maria delle Budrie, per l’occasione suddiviso in settori e ampi corridoi per regolare l’afflusso di fedeli e pellegrini giunti da tutta Italia. Incentrata sulla grande ma umile figura di Clelia Barbieri è stata l’omelia dell’Arcivescovo Caffarra: «Clelia ci insegna la vera misura della dignità umana, la persona umana è grande se è tale agli occhi di Dio, Clelia ha visto la gloria di Dio nel volto di Cristo». Santa Clelia come espressione di amore, «che si dona con la predilezione degli ultimi - ha continuato l’A rc ives covo Caffarra - Clelia dispone di un carisma, che ha un punto centrale: imparare a guardare con occhi semplici».
Forte il messaggio di Caffarra sulla centralità di Cristo e della Chiesa come “nostra casa”. Messaggio conclusivo sull’an n o 2009, anno sacerdotale, importante per la purificazione di tutti i sacerdoti, Cafarra si affida alle parole di San Gregorio Magno: «Nella tempesta della mia vita, sostienimi con la tavola della tua preghiera» e rivolgendosi a tutti i fedeli li ha invitati a questo sostegno, «durante quest’anno, la tavola della vostra preghiera sia la nostra salvezza».