di
Domenico Bonvegna
A quaranta giorni delle Olimpiadi in Cina la parola d'ordine del governo cinese è "controllo", ma la cortina di censura di Pechino non sempre riesce ad oscurare, il Tg2 d'oggi ha mandato in onda le immagini che ritraggono una città ostaggio della guerriglia diventata di popolo in una cittadina del cantone di Wengan, oltre diecimila persone hanno dato l'assalto alle sedi della polizia e del partito comunista locale.
La rivolta è stata causata perché le autorità locali hanno tentato di insabbiare l'inchiesta sullo stupro e l'omicidio di una ragazza, tentando di archiviare il tutto come un suicidio.
"Lo zio della ragazza, un noto insegnante della zona, aveva denunciato fin da subito che la nipote era stata in realtà violentata e uccisa dal figlio di un notabile locale, membro della nomenklatura di partito; per questo l'uomo, che aveva parlato pubblicamente del tentativo delle forze dell'ordine di coprire il responsabile, è stato pestato a sangue; e proprio per vendicare la morte del loro insegnante centinaia di studenti sono scesi in strada, marciando compatti contro i palazzi del potere. In poco tempo i giovani sono stati affiancati da migliaia di persone, e la città è piombata in poche ore nel caos". (Matthias Pfaender, stuprata e uccisa, 10 mila in rivolta contro la polizia, 30. 6. 08 Il Giornale).
L'alto giorno abbiamo visto i tedofori che hanno portato la torcia olimpica nella capitale del Tibet a Lhasa, i governanti cinesi pare che abbiano spento qualsiasi manifestazione, la "pax comunista"regna a Lhasa. Per iniziativa
della Laogai Research Foundation, della Comunità tibetana in Italia, dell'associazione donne tibetane in Italia e dell'associazione Tibet - Italia, è stata organizzata a Roma in Piazza del Colosseo una manifestazione per protestare contro la repressione del governo comunista cinese nei confronti del popolo tibetano.
Antonello Brandi, direttore della Laogai Research Foundation in Italia, aveva previsto un bagno di sangue nella capitale tibetana, come ci fù per i martiri di Otranto nel 1480 (800 martiri cristiani, tutti sgozzati dai turchi). A quanto pare ci sono stati solo arresti. Ma bisogna tenere desta l'attenzione del mondo e dei media ha detto Brandi ed è proprio quello che vogliono fare i giovani di
Nuoveonde un'associazione no profit di volontariato che ci invita a non guardare i prossimi Giochi Olimpici che come tutti sanno si svolgeranno in Cina.
Si tratta di una campagna di sensibilizzazione che non è una richiesta di boicottaggio delle Olimpiadi, questo spetterebbe ai governi e agli organismi internazionali che ormai hanno avallato e condiviso la decisione di non boicottarli. Quello che vogliono
è solo far capire che non va bene interessarsi dei guai del mondo solo durante la pausa pranzo.
Chissà quando capiremo che i guai del mondo sono anche nostri. L'iniziativa di Nuoveonde è nata per sensibilizzare sulla grave violazione dei diritti umani che in Cina avviene da decenni e che ancora oggi prosegue. Il Governo comunista cinese, nella triste classifica del numero di morti provocate dai regimi totalitari, supera ampiamente il regime nazista della Germania di Hitler e quello comunista dell'Unione Sovietica.
L'iniziativa di Nuoveonde vuole denunciare la presenza dei campi di concentramento in Cina, uguali a quelli dei totalitarismi del secolo scorso, essi sono ancora una realtà diffusa nella Cina del 2008. Questi campi, chiamati
Laogai, servono a due scopi: dare continuità alla macchina dell'intimidazione e del terrore per gli oppositori al regime; sostenere il boom dell'economia cinese, fornendo manodopera a "costo zero"attraverso il lavoro coatto dei prigionieri;
Inoltre l'iniziativa vuole portare a conoscenza del mondo che, oltre ai milioni di morti nei Laogai e alle migliaia di condanne a morte eseguite ogni anno, il Governo cinese detiene anche il triste primato dei milioni di bambini che mancano all'appello, abortiti forzatamente a causa della politica del "figlio unico"; una politica che quindi colpisce gli esseri più indifesi, i bambini nel grembo materno, e provoca gravi sofferenze nelle famiglie, private così anche del loro futuro.
Nuoveonde ci ricorda, che nel 1936 la comunità internazionale assegnò l'organizzazione delle Olimpiadi a Berlino mentre il Nazismo era in piena ascesa; l'attenuante di allora fu che ancora non si poteva prevedere quello che sarebbe accaduto con i lager e le deportazioni. Oggi la comunità internazionale ripete l'errore, ma con l'aggravante di sapere ciò che il Governo cinese, responsabile di milioni di morti, ha fatto e fa tuttora.
L'associazione chiede soltanto di sostenere l'iniziativa, aderendo on-line su
www. nuoveonde. com (link al modulo di adesione) e diffondendo i contenuti e le ragioni di questa battaglia culturale e di verità. Affinché, dopo Berlino 1936 e Pechino 2008, la storia non possa ripetersi un'altra volta!
Inoltre l'associazione invita a compiere un piccolo gesto:
un sano digiuno televisivo dalle Olimpiadi, in modo da far risaltare, prima di tutto a noi stessi, l'equivoca circostanza per cui i campi sportivi coesisteranno con i campi di concentramento, la fatica volontariamente scelta dagli atleti con quella coatta dei prigionieri, le lacrime di gioia per il raggiungimento di un sospirato record con quelle di dolore e di separazione dalla propria casa e famiglia.
S. Teresa di Riva, 30 giugno 2008SS Primi Martiri Chiesa Romana
Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it
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