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*L'assenza dei ministri cattolici nel governo Berlusconi

di Domenico Bonvegna

Dopo il varo del governo Berlusconi alcuni giornali si sono lamentati dell'assenza di ministri dichiaratamente cattolici, quelli con "il bollino"per intenderci. E come se la "rappresentatività" dei valori cattolici spetta alla componente cattolica-democratica o a quella teo-dem dentro il partito democratico o all'Udc.

In particolare è Famiglia Cristiana che lamenta l'assenza di ministri cattolici, il governo Berlusconi è il primo Governo della Repubblica che non ha un cattolico dichiarato tra i suoi ministri . Sempre Famiglia Cristiana rileva l'assenza del ministero della famiglia che invece c'era nel governo Prodi.

Il primo a lanciare l'allarme sulla mancanza dei cattolici nel governo era stato il quotidiano Il Foglio di Giuliano Ferrara, in particolare con due editoriali di Maurizio Crippa del 15 e del 16 aprile scorso. Si fanno i soliti nomi Formigoni, Lupi, Pisano che secondo questi opinionisti, sono stati discriminati perché cattolici. Addirittura quelli de Il Foglio sembra che dicano: ben vi sta, dovevate venire con noi di "Aborto no grazie" , cari Formigoni, Roccella e amici vari. E Luca Volontè s'inserisce nella discussione: dovevate votare per Casini fa capire.

Ma i cattolici sono stati puniti, esclusi? Sono domande mal poste per Renato Farina, ma poi all'Italia che cosa importa se non ci sono ciellini o focolarini o militanti dell'Azione cattolica o delle comunità neocatecumenali odi Rinnovamento o dell'Opus Dei al governo?[…] Il problema non può essere trattato così: diventa una questione di parrocchietta. Leggendo il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che i cattolici sono i battezzati e quanti riconoscono il Papa come guida, siamo a posto: quasi tutti i ministri di Berlusconi si sono dichiarati devoti di Benedetto XVI e sostenitori delle sue posizioni sulle questioni della vita, della famiglia e della libertà di educazione (eccezioni ci sono, la Prestigiacomo è la più nota e va a suo onore la chiarezza, e non è certo il caso di lamentarsi della sua presenza: siamo gente democratica). Dunque di che preoccuparsi? ( Renato Farina , Grazie al cielo ci hanno risparmiato le quote cattoliche, 9.5.08 Libero ).

La questione è ben altra, Berlusconi vuole realizzare obiettivi, non si tratta di accontentare questo o quello.

E poi dopo le polemiche per certi versi Silvio Berlusconi ha cercato di rimediare con il ripescaggio di un gruppetto di cattolici nominandoli sottosegretari come Alfredo Mantovano, Francesco Giro e Carlo Giovanardi, è poco? Vedremo.

Non mi sembra che i governi vadano giudicati dal numero di persone che vanno a Messa. Prodi e la Bindi vanno a Messa tutti i giorni ma poi abbiamo visto quali sono stati i risultati del loro governo per quanto riguarda il rispetto dei principi non negoziabili . Andreotti e compagni nel 1978 erano assidui frequentatori della Messa ma poi hanno firmato la legge omicida dell'aborto. Un governo, i politici si giudicano dai fatti; e i fatti per i politici principalmente sono il loro voto in Parlamento per esempio su certi valori sensibili, lo stesso per un governo, come si comporta col rispetto dei principi non negoziabili che non sono valori cattolici, ma essenzialmente principi naturali che tutti dovrebbero rispettare.

La Chiesa per bocca del segretario di Stato vaticano Mons. Tarcisio Bertone minimizza: "I cattolici sono tanti, nella società, nel Parlamento e nelle professioni. L'importante è che si proiettino con quell'impegno che la dottrina sociale della Chiesa propone specialmente a chi è impegnato in politica".

I cattolici non sono all'opposizione, anche se ministri con il bollino non ce ne sono. Il Pdl ha vinto le elezioni grazie anche al voto dei cattolici, che hanno abbandonato i cosiddetti cattolici "adulti"del cattolicesimo democratico in crisi profonda, "Veltroni ha perso anche perché né la Bindi né Fioroni sono riusciti a convincere i cattolici a votare un partito che nel suo programma prevedeva testamento biologico e riconoscimento delle convivenze". (Stefano Fontana, Gli elettori non scelgono più i cattolici col bollino, 9.5.08 l'Occidentale).

In Italia da alcuni anni c'è un processo in atto, tra laici e cattolici, un incontro tra valori di fede e di ragione, che hanno scommesso sul nuovo corso, mettendo al centro la famiglia, la vita, la tradizione. Stanno scomparendo i cattolici che fanno della loro cattolicità il motivo della loro presenza in politica - scrive Gaetano Quagliarello - in questo esecutivo ci sono meno "cattolici simbolo"ma molte più persone che aderiscono naturalmente a quelli che sono i principi previi desumibili da una formazione e da una cultura cristiana, anche perché c'è stato un rinnovamento generazionale che consente di registrare questo trend.

E pare che l'inizio sia buono come sostiene Maurizio Lupi, vicepresidente alla Camera, riferendosi al discorso di Berlusconi: "Ha parlato di rimozione delle cause materiali dell'aborto, della realizzazione di un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell'infanzia, della famiglia come nucleo di spinta dell'intera organizzazione sociale. Un esempio concreto che la politica non ha bisogno di poltrone, ma di valori".

S. Teresa di Riva, 25 maggio 2008
Festa del Corpus Domini
Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it


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