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*Morte a chi abbandona l'islam

Civiltà )( Barbarie di Domenico Bonvegna

Non c'ero al dibattito sulla Moschea organizzato a S. Teresa da Penelope . Avevo di meglio da fare (ho fatto piacevolmente 6 ore di processione per la Madonna del Tindari di Giardino).


Chissà se i partecipanti al dibattito hanno letto la notizia che riporta Carlo Panella su Il Foglio del 18 agosto scorso dove il rettore della facoltà di Ricerche Islamiche all'Università al Azhar del Cairo in Egitto, Soad Saleh, esponente di spicco dell'islam "moderato" ha sentenziato che: "Chi rinuncia all'islam è un apostata e merita di essere ucciso" , sembra averla detta Bin Laden.

Quel che preoccupa è che Saleh, essendo membro del consiglio che guida l'ateneo del Cairo, ha voce in capitolo nella scelta dell'imam della preghiera della Grande moschea di Roma (che per statuto spetta ad al Azhar) e che tra l'altro avrebbe dovuto accompagnare lo sheikh al Tantawi, rettore di al Azhar, nella visita a Benedetto XVI. L'unica differenza con i fondamentalisti islamici, che ad uccidere gli apostati non siano fedeli comuni , ma lo Stato, e Saleh ha anche aggiunto che "gli apostati che non si vantano e non annunciano in pubblico la loro apostasia non sono passibili di morte". Pena che invece dovrebbe dare la giustizia egiziana al venticinquenne Mohamed Hegazy, nato musulmano, convertitosi al cristianesimo, che ha pure chiesto di far correggere la propria carta d'identità. Hegazy ora vive in clandestinità dopo aver ricevuto minacce di morte. Altro che festa clandestina , sono questi i clandestini signori di Penelope di cui ci dovremmo maggiormente occupare e sono tanti come hanno scritto in un libro due anni fa i giornalisti Camille Eid e Giorgio Paolucci.

"Questo giudizio di Sahel va ben oltre il dibattito politico interno all'Egitto, perché quando uno dei massimi esponenti della massima autorità religiosa sunnita teorizza l'obbligo dell'uccisione dell'apostata e quindi del cristiano che tenti di convertire il musulmano, questo ha terribili ricadute non soltanto nel mondo musulmano, ma anche in Europa[…] perché gli imam che fanno riferimento alle strutture religiose dei regimi più moderati (Marocco, Tunisia, Egitto) sono spinti, proprio dall'insegnamento di al Azhar, a predicare nelle moschee europee una teologia che prevede la pena di morte per chi abbandoni l'islam". (Carlo Panella, La voce di al Azhar, 18.8.07 Il Foglio).

Pena di morte applicata due anni fa dal padre in persona a Hina Salem quando gli tagliò la gola perché apostata. La ragazza stava per sposare un cristiano (fatto esplicitamente proibito dalla sharia, proprio perché induce alla conversione della donna, sottoposta all'autorità tutoria dell'uomo).

S. Teresa di Riva, 21 agosto 2007
Festa di S. Pio X
Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it


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