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*L'influenza dei mezzi di comunicazione sui bambini.

di Domenico Bonvegna

Domenica 20 maggio Benedetto XVI, prima di recitare la preghiera mariana del "Regina Caeli", ha dedicato gran parte del suo intervento all'uso dei mass media proprio in cui si celebra la 41 Giornata Mondiale delle Comunicazioni sul tema "I bambini e i mezzi di comunicazione, una sfida per l'educazione" . Un forte richiamo che definisce inaccettabili i contenuti mediatici violenti, antisociali o che degradano la sessualità, sottolineando la loro gravità per l'influenza che esercitano sull'educazione, in particolare sui bambini.

"I programmi che inculcano violenza e comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana sono inaccettabili, tanto più se proposti ai minori - ha avvertito il Papa - rinnovo pertanto l'appello ai responsabili dell'industria dei media e agli operatori della comunicazione sociale, affinché salvaguardino il bene comune, rispettino la verità e proteggano la dignità della persona e della famiglia".

A fronte dei recenti episodi di cronaca quali il bullismo nelle scuole italiane, o delle violenze contro i minori, la Giornata offre un ottima occasione di riflessione sul grado di violenza in cui è immersa la nostra società, in particolare punta il dito sulle cosiddette "agenzie educative": famiglia, scuola, parrocchia che spesso sono in competizione con i mezzi di comunicazione.

Il sistema della comunicazione rappresenta oggi un interlocutore molto pericoloso nella formazione dei nostri figli. In particolare Benedetto XVI in occasione della 41 Giornata mondiale delle comunicazioni sociali , c'invita all'uso serio e corretto dei mezzi di comunicazione. Secondo il Papa c'è una stretta relazione fra le sfide dell'educazione e la "diffusa influenza dei media nel nostro mondo".

Benedetto XVI nel messaggio diffuso il 24 gennaio scorso, parla di un bisogno di "una partecipazione attiva e critica da parte dei lettori, degli spettatori e degli ascoltatori. Dentro questo contesto, l'adeguata formazione a un uso corretto dei media è essenziale per lo sviluppo culturale, morale e spirituale dei bambini" e auspica un uso "selettivo"dei media, invitando gli educatori e in particolare i genitori, che hanno un ruolo "di primaria importanza. Essi hanno il diritto e il dovere di garantire un uso prudente dei media, formando la coscienza dei loro bambini affinché siano in grado di esprimere giudizi validi e obiettivi che li guideranno nello scegliere o rifiutare i programmi proposti". "Nel fare questo - scrive il Papa - i genitori devono essere incoraggiati e sostenuti dalla scuola e dalla parrocchia".

Entrando nello specifico Benedetto XVI chiede che i bambini siano posti di fronte "a quello che è esteticamente e moralmente eccellente" , in particolare i minori vanno aiutati ha scritto il Papa "a sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento. E' qui importante riconoscere il valore fondamentale dell'esempio dei genitori e i vantaggi nell'introdurre i giovani ai classici della letteratura infantile, alle belle arti e alla musica nobile" .

Benedetto XVI invita esplicitamente l'industria mediatica a educare i bambini nella via della bellezza, della verità e della bontà, un desiderio profondamente sentito sia dai genitori che dagli insegnanti, promuovendo la dignità fondamentale dell'essere umano, il vero valore del matrimonio e della vita familiare, le conquiste positive ed i traguardi dell'umanità.

Infine il Papa invita a condannare "ogni tendenza a produrre programmi - compresi film d'animazione e video games - che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana" . Tutto questo è perversione ha detto il Papa.

Il mensile Cristianità (www.alleanzacattolica.org) , ha pubblicato un dossier (n. 290-291/1999), "La sindrome di Sherazade e altri effetti diseducativi della televisione" , un documento di fondamentale importanza per accostarsi al fenomeno dei mass media in particolare a quello televisivo, l'autore è Norberto Gonzales Gaitano , professore della Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale nella Pontificia Università della santa Croce di Roma.

Riferendosi alla televisione Gaitano la descrive come un inquietante intruso familiare, inizialmente accolto come alleato nel processo educativo ma che può giocare un ruolo decisivo nella formazione, o deformazione, soprattutto dei bambini, e di quanti non sono più tanto bambini".

La tv è descritta come un' "autentica scuola di analfabeti istruiti", una "bambinaia elettronica", una "scatola vuota" , ma il professore precisa che non vuole lanciare un anatema sulla televisione.

Gaitano analizza il grado di violenza presente nella televisione, snocciolando alcune cifre che fanno accapponare la pelle, in una settimana innumerevoli sono le scene di sesso, torture, omicidi, risse, sparatorie, violenze e tanto altro assistono i bambini americani e non solo, in Italia "quando un bambino italiano va per la prima volta alla scuola elementare porta già nello zaino, insieme all'astuccio e alle matite colorate, 1800 scene di violenza".

Il dossier sottolinea l'effetto imitazione che provocherebbero i comportamenti violenti visti in televisione. "In 57 episodi di cronaca nera, i protagonisti avevano imitato 'eroi' di pellicole cinematografiche"[…] non bisogna dimenticare che, anche se la televisione non è il mondo reale, per molti non esiste altra realtà oltre a quella che appare in televisione".

Non si può negare che la Tv può avere qualche aspetto positivo come ha scritto Giovanni Paolo II. Si tratta di un "può" che forse rare volte si realizza. Sempre lo stesso Papa scrive che "La televisione può danneggiare la vita familiare: diffondendo valori e modelli di comportamento falsati e degradanti[…]".

Il professore Gaitano indica tre possibili effetti negativi che lo strumento televisivo può generare e li chiama: la "sindrome di Jabberwocky , di "Sherazade" di "Humpty-Dumpty" . Nel primo di ottiene l'effetto dello sradicamento culturale prodotto soprattutto dalla televisione, che ci offre una visione del mondo e dell'uomo frammentaria, parziale, spesso contraddittoria e sempre caleidoscopica.

Il secondo effetto, ovvero come tenere desta l'attenzione di un'odience annoiata che non si può muovere dalla sua poltrona di spettatore abulico. Il professore si riferisce al famoso racconto delle Mille e una notte. Sherazade è obbligata dal sultano a raccontare storie ininterrottamente fino al mattino; se il sultano si annoia e si addormenta, le taglieranno la testa.

E' "lo spettacolo che offrono le nostre televisioni, sia pubblico che privato, [..] al fine di ottenere una maggiore audience e di riempire gli orari, aumentando così le entrate pubblicitarie, ricorda quello del ciarlatano del mercato che deve gridare a squarciagola e ripetutamente per poter attirare l'attenzione dei passanti e per trattenerli".

Infine l'ultimo effetto, ovvero di come la televisione genera analfabeti funzionali. Gli accademici che studiano gli effetti dei media , sostengono che il risultato che essi producono è un impoverimento del processo di conoscenza della realtà. Il "bombardamento"informativo di avvenimenti, contrastanti tra loro, produce un effetto di mancanza di contestualizzazione e di sconnessione con la vita quotidiana.

"Si è spesso sottolineato
- scrive Gaitano - l'effetto paradossalmente dis-informativo provocato dall' overdose di notizie , […]Vi è così tanta informazione che abbiamo l'illusione d'essere informati, quando in realtà mancano 'criteri guida' che permettano di costruire sentieri di senso nel bosco dell'accumulazione di dati, di notizie e anche di pseudo-informazioni".

S. Teresa di Riva 20 maggio 2007
Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo
Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it


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