
di
Domenico Bonvegna
L'11 settembre? Potrebbe essere solo un antipasto .
"Il piatto forte potrebbe arrivare tra un paio d'anni, dopo che l'Iran avrà completato il suo piano nucleare". E' questo lo scenario che è stato tracciato in un
workshop su
Islam e Occidente , un dibattito-confronto organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Di quest'incontro scrive ampiamente nella sezione
Finestre Aperte ,
Il Domenicale settimanale di cultura, diretto da Angelo Crespi.
Tra il numeroso pubblico presente che assiste attento agli interventi, vari esperti di politica internazionale di casa nostra come Isabella Bertolini e Gaetano Quagliarello di
Forza Italia , Alfredo Mantovano di
Alleanza Nazionale , gli editorialisti Livio Caputo de
Il Giornale Renzo Foa, direttore della
Fondazione Liberal , Renato Cristin, Massimo De Leonardis dell'Università Cattolica, Giorgio Israel, Bruna Ingrao della Sapienza, Massimo Introvigne, direttore del
Cesnur , Andrea Nativi, direttore della
Rivista Italiana Difesa .
Gli interventi tutti interessanti, Il Domenicale rileva quelli di Caroline Cox e John Marks che mostrano le drammatiche immagini sulle brutalità commesse contro i cristiani in Nigeria, Sudan e Indonesia. Interessantissimi quelli di Bat Yé e Alexandre Del Valle, due studiosi di geopolitica ed esperti della questione medio-orientale, che parlano di
"cecità delle democrazie occidentali di fronte al nuovo nazismo verde" . Dicono che i nostri leader
"rifiutano la realtà".
"Gli europei, in particolare, viaggiano verso quella che Bat Yé or ha ribattezzato 'Eurabia' " .
Sergio Catignani, studioso del King's College di Londra sconfessa le dichiarazioni di D'Alema che va sostenendo
che Hamas e Hezbollah non sono Al Qaeda , invece lo studioso fa un elenco dettagliato di dati che confermano l'intensa attività terroristica dei due movimenti negli ultimi due anni. Mentre Eli Karmon, dell'istituto di contro-terrorismo israeliano conferma che Hamas resterà sempre un movimento terroristico, e se c'è un contrasto con Al Qaeda è solo di opportunità: liberare prima la Palestina o rovesciare i governi imperialisti occidentali.
Il Domenicale lamenta la disinformazione dei media intorno alle tesi espresse nel convegno del Cnr, e si interroga perché il dibattito
"[…]è monopolizzatodalletesi buoniste secondo cui bisogna accettare la 'sfida' del melting pot e della società multiculturale e multireligiosa senza batter ciglio?" (Leonardo Rizzo, Gli studiosi concordano: il rischio di uno scontro di civiltà è dietro l'angolo, 24.3.07 Il Domenicale).
Il settimanale tra gli interventi del
workshop pubblica quello di
Alexandre Del Valle , ricercatore presso la Sorbona di Parigi, studioso di geopolitica e specializzato in questioni legate all'Islam e al terrorismo. Co-fondatore de
l'Observatoire geopolitique de la Mediterranèe , membro anche della
Revue Francaise de Geopolitique Outre Terre .
Del Valle non è il suo vero nome - scrive Il Domenicale -
è costretto a celarsi dietro a un pseudonimo per scampare le continue minacce di cui è fatto oggetto .
L'Occidente dopo aver affrontato il totalitarismo rosso e nero (comunista e nazista) ora deve affrontare quello
verde che si fonda sulla lotta tra civiltà e religioni.
"Solo in apparenza questo totalitarismo è più debole dei primi due - scrive Del Valle
- […]Il totalitarismo verde sarà infatti ancora più difficile da sconfiggere dei precedenti perché non è solo terroristico ma prima di tutto ideologico. L'islamismo è fondamentalmente intollerante e razzista, un razzismo a base religiosa, 'legittimato' da Dio, e perciò molto più difficile da combattere .
Anche il totalitarismo verde come quello nazista,
considera il resto dell'umanità, quella non di fede musulmana, parte della categoria dei sottouomini , autorizzando così una nuova soluzione finale. E in particolare quelli che dovranno pagare di più sono
i diabolici giudeo-crociati ,
cioè noi, responsabili di tutti i mali del mondo.
Nonostante si scriva e si parla molto d'islamismo, secondo Del Valle, ancora oggi siamo disinformati sulla vera natura dell'ideologia che ispirò i kamikaze di Allah, quando colpirono le Torri Gemelle di New York. Alcuni commentatori si sono rifiutati di mettere in relazione i termini
Islam e
terrorismo , preferendo parlare di
minaccia eversiva . Altri hanno sostenuto che l'islamismo è un
integralismo religioso né peggiore né migliore di quello ebraico o cristiano, precisando che i musulmani un giorno si sarebbero evoluti e modernizzati come noi.
Invece scrive Del Valle,
"Praticando la politica dello struzzo, e rassegnandosi a vedere il mondo islamico abbracciare la barbarie, tanti autorevoli analisti non sono stati capaci di definire chiaramente la nuova minaccia neo-totalitaria islamica. In verità il totalitarismo islamista non è un semplice 'integralismo' come gli altri, ma una ideologia di distruzione di massa, un imperialismo guerriero e conquistatore a pretesa religiosa. (Del Valle, Islam e Occidente: sull'orlo della crisi, 24.3.07
Il Domenicale )
Questo nuovo totalitarismo per conquistarci si avvale degli stessi valori
delle democrazie: le libertà di circolazione, di espressione e di coscienza. E mentre noi discettiamo di dialogo e di tolleranza multiculturale, il totalitarismo verde s'appresta a sferrare un attacco decisivo all'Occidente. I nemici da annientare? Gli Usa, Israele, le liberaldemocrazie europee, i "falsi musulmani"moderati.
S. Teresa di Riva, 12 aprile 2007Domenico Bonvegna
bonvegnadomenico[chiocciola]tiscali.it
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