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Nel puzzle Udc si agita anche il Cdu

Congresso movimentato • E Tabacci e Baccini preparano una candidatura alternativa a Cesa
di Giulia Salvatori

Tratto da L'Indipendente del 5 aprile 2007

Potrebbe essere il Cdu la vera spina nel fianco dei casiniani. A gettare ancora un po’ di scompiglio nell’Udc in vista del congresso nazionale che si celebra a metà aprile è ora, infatti, una mozione del Cdu, partito che insieme con il Ccd di Casini ha contribuito alla sua fondazione.

I rappresentanti di questa componente, di fatto mai sciolta, ma semplicemente confluita nell’Udc, si sono riuniti ieri e hanno deciso di dare il contributo al congresso presentando una loro proposta che, assicurano i sostenitori, otterrà un consenso al di là di ogni previsione. Certo, a giudicare dai nomi che rappresentano questa forza (si parla di almeno 300 delegati) potrebbe veramente accadere di tutto perché c’è da giurarci che Rocco Buttiglione, Mario Tassone, Renato Grassi, Nedo Poli, solo per citarne qualcuno, stanno da tempo affinando le armi per cercare di contare qualcosa in più all’interno del partito di via dei Due Macelli. Dopo anni nei quali hanno dovuto ricoprire un ruolo spesso secondario stanno per diventare una sorta di ago della bilancia nella complessa situazione dell’Udc. La mozione del Cdu potrebbe fare spostare il consenso di 300 delegati ai quali potrebbero aggiungersi anche i siciliani. E allora, i problemi sarebbero ancora più seri. Perché, come dimenticare che anche Totò Cuffaro e Calogero Mannino appartengono alla vecchia guardia del Cdu? Molto, infatti, dipenderà a questo punto anche dalle loro scelte. Lorenzo Cesa e Carlo Giovanardi sono solo due tessere del puzzle che si sta animando in questi giorni. Molto più nutrita sembra essere la pattuglia messa insieme da Bruno Tabacci e Mario Baccini: pare che sotto il loro diretto controllo ci sia il 30 per cento del partito. A uno (Baccini) è affidato il compito di portare dei voti, all’altro (Tabacci) quello di elaborare e presentare le idee. Come a dire che uno ha i voti e l’altro è lo stratega. Entrambi hanno un obiettivo comune: presentare una candidatura in opposizione a quella di Lorenzo Cesa, oppure misurare il proprio peso politico. Non rischia di diventare un’altra spina nel fianco, invece, la mozione che i giovani dell’Udc presenteranno al congresso nazionale. Sono determinati a essere più protagonisti della vita del partito mentre stanno ancora mettendo insieme i cocci di un movimento giovanile che si era ritrovato senza una guida all’indomani dell’allontanamento politico di Domenico Barbuto. Oggi il movimento giovanile si presenta commissariato: sono ben sei i ragazzi che hanno incarichi di rilievo Vittorio Sepe, Filippo Crolli, Peppe Delfino, Piersante Morandini, Massimiliano Tovo, e Marco Regni. «Abbiamo avuto segnali positivi di attenzione da parte del partito – rassicura Vittorio Sepe –. Stiamo portando avanti una buona campagna elettorale già per le elezioni universitarie di metà maggio, poi ci prepariamo al congresso dei giovani che si terrà probabilmente dopo l’estate».




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