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«Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio»

S.E. Mons. Carlo Caffarra
«SE UNO NON RINASCE DALL’ALTO,
NON PUÒ VEDERE IL REGNO DI DIO»
(GV 3,3)
Nota pastorale


Ai sacerdoti e diaconi,
ai religiosi e religiose,
ai fedeli laici
della Chiesa di Dio che in Bologna.


spcCarissimi,
spcgiunto fra voi con molto timore e trepidazione ad annunziarvi la testimonianza di Dio,1 ho lungamente riflettuto e pregato per discernere la volont di Dio, ci che buono, a lui gradito e perfetto2 a vostro riguardo.
spc vero, n dobbiamo mai dimenticarlo, che non si tratta di inventare un nuovo programma. Il programma c gi: quello di sempre, raccolto dal vangelo e dalla viva Tradizione. Esso si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in lui la vita trinitaria, e trasformare con lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste.3
spcTuttavia, come ancora il santo Padre ci raccomanda, necessario che il programma unico e permanente si traduca in orientamenti pastorali adatti alle condizioni delle nostre comunit.4
spcA compiere questa traduzione siamo facilitati dagli orientamenti pastorali della Conferenza episcopale italiana per il primo decennio del terzo millennio, contenuti nel documento Comunicare il vangelo in un mondo che cambia.
spcQuanto andr dicendo, intende essere una lettura e uno sviluppo, per meglio accoglierli e attuarli, della lett. ap.
spcNovo millennio ineunte, testo primario di riferimento, e del doc. Comunicare il vangelo in un mondo che cambia.
spcQuesta nota pastorale poi non intende principalmente indicare e ricordare ci che dobbiamo fare, ma la finalit ultima cui orientare il nostro servizio al vangelo.
spc una prospettiva che a taluni potr sembrare non sufficientemente capace di generare orientamenti pratici. Essa tuttavia deve essere oggi privilegiata, per almeno due ragioni: per una ragione strutturale e per una ragione congiunturale.
spcCi che unifica e quindi dona senso allesistenza il suo fine, il fine che si propone: ci per cui si vive. Inoltre, oggi la nostra vita, la vita di molte persone, insidiata da una frammentazione e da una operosit cos urgente da impedirci spesso di avere quella pacifica unit delloperare che nasce dallunit dellessere.
spcE infine, ma non dammeno, nella prospettiva che andr proponendo si inscrive ogni vocazione cristiana, qualunque sia lo stato di vita in cui essa si realizza.


I
LA PROSPETTIVA FONDAMENTALE

spcPenso che possa favorire molto la riflessione personale e comune enunciare subito il tema centrale della presente nota: la finalit cui nei prossimi anni orientare tutta la missione della Chiesa di Dio in Bologna la ri-generazione delluomo in Cristo. Questa enunciazione deve essere compresa alla luce della maternit della Chiesa: Madre santa, Madre unica, Madre immacolata vera Eva, sola vera Madre dei viventi.5 la Chiesa infatti che, mediante la predicazione della parola di Dio e i sacramenti, genera in Cristo la persona umana che ancora in Adamo, ed educa fino alla pienezza della vita la persona che gi stata iniziata al mistero di Cristo.6
spcLa Chiesa esercita la sua maternit attraverso vari ministeri. Quando nel seguito di questa nota parler in particolare di alcune persone, e individuer alcuni luoghi, non si dovr mai dimenticare che sono persone e luoghi, con le debite precisazioni che a suo luogo far, in cui si esprime e si realizza la maternit della Chiesa.
spcMa ora opportuno dare una spiegazione dellenunciazione del tema, passando in esame i singoli termini che lo esprimono.
spcPer uomo rigenerato in Cristo intendo il battezzato che realizza in s lunit fra la sua vita umana e il suo incontro, mediante la fede e i sacramenti, con Cristo vivente nella Chiesa.
spcPer vita umana intendo linsieme delle esperienze propriamente umane vissute dalluomo concreto, dalluomo comune, nel suo divenire se stesso cos come ha liberamente deciso di divenire.
spc la biografia di ogni persona. Una biografia che ha per tutti gli stessi capitoli e le stesse coordinate che ne disegnano lo spazio e ne danno lorientamento: la ricerca della verit, la scelta del bene, la posizione di s di fronte a Dio creatore e a Cristo unico redentore delluomo. E alla base di tutto, la ricerca della felicit.
spcCol termine incontro con Cristo denoto lo stesso avvenimento che il vocabolario cristiano chiama conversione,7 rinascita,8 nuova creazione.9 Questo avvenimento che chiamo incontro con Cristo descritto in forma esemplare in Fil 3,7-14.
spcLavvenimento dellincontro o conversione cos come narrato nella Lettera ai Filippesi implica due momenti sempre congiunti, come il dritto e il rovescio se cos posso dire o il concavo e il convesso della stessa figura: sempre correlativi luno allaltro, cio interdipendenti.
spcIl primo momento costituito da un cambiamento radicale che avviene nel proprio spirito. Nel modo di pensare, di considerare la realt: quello che poteva essere per me un guadagno, lho considerato una perdita come una spazzatura (v. 7). un capovolgimento totale nel giudizio, nellinterpretazione, nella valorizzazione della realt.
spcNel modo di agire, di essere liberi: ho lasciato perdere tutte queste cose (v. 8). un capovolgimento totale nella volont, nelle intenzioni, nella ricerca della propria beatitudine: nellasse attorno cui ruota lesistenza.
spcIl secondo momento costituito da un incontro con una Persona, dallinstaurarsi di una relazione del tutto singolare con la persona di Cristo.
spcSe ci chiediamo: a causa di che cosa, nel convertito, accade questo radicale capovolgimento nel modo di pensare e di agire?, la risposta non : poich ragionando meglio ha capito che esistevano valori pi importanti. La risposta : quel radicale capovolgimento accaduto a causa di Cristo. Cio: ha incontrato uno che gli ha fatto vedere nello splendore della verit e gustare nella forza del bene lintero significato della vita. La conversione non il risultato di un ragionamento o di unindefinita e intensa emozione spirituale: limbattersi nella persona vivente di Cristo e restarne totalmente affascinato.
spc assai importante notare accuratamente come Paolo cerca di descrivere questa relazione con Cristo. Egli parla di conoscenza di Cristo: una relazione di conoscenza. Come noto, nella s. Scrittura conoscere non connota solo unattivit dellintelligenza: un rapporto in cui la persona coinvolta totalmente. Paolo parla di guadagnare Cristo: espressione significativa! La persona di Cristo, lessere in un rapporto unico con lui (mio Signore: 8a) come una ricchezza, un tesoro di una tale preziosit che lo si vuole possedere costi quel che costi (cf. Mt 13,44). S. Paolo parla di essere trovato in lui (= Cristo). E questa forse la suggestione pi forte per descrivere la relazione con Cristo: essere in lui. Incontrarlo fino al punto che non sei pi in te stesso, ma cominci a essere in lui. Scrivendo ai Galati, s. Paolo dir: non sono pi io che vivo, ma solo Cristo vive in me (2,20b). Cio: nel mio affetto esiste solo Cristo e lui stesso la mia vita.10
spcLincontro con Cristo possibile alluomo di oggi perch Cristo presente nella Chiesa. essa sulla terra la dimora in cui abita il Dio vivente.
spcNella totalit del suo essere essa ha per fine di rivelarci il Cristo, di condurci a lui, di comunicarci la sua grazia; non esiste insomma che per metterci in rapporto con lui. Essa sola lo pu fare, e non potr mai cessare di farlo Se il mondo perdesse la Chiesa, perderebbe la redenzione,11 perch svanirebbe la presenza del Signore risorto in mezzo a noi. Alluomo sarebbe precluso di incontrarlo.
spcMa il punto pi importante della proposta sopra enunciata l dove essa parla di unit della vita umana collesperienza dellincontro. Punto pi importante perch la rigenerazione della persona umana in Cristo accade solo nella vita di chi ha raggiunto questa unit. Unit che si raggiunge quando fra la vita umana e lincontro con Cristo non c separazione; non c contrapposizione: c integrazione. Che cosa significa integrazione?
spcIn uno scritto cristiano antico, si dice che i cristiani n per regione, n per voce, n per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti non abitano citt proprie, n usano un gergo che si differenzia, n conducono un genere di vita speciale. Ogni patria straniera patria loro, e ogni patria straniera.12
spcNellincontro con Cristo la vita umana non perde tutto il suo spessore proprio, il suo impasto di gioia e di dolore, di fatica e di speranza. Ma essa viene interpretata, compresa e vissuta in Cristo. Lapostolo Paolo esprime stupendamente questesperienza di integrazione, parlando della pi ordinaria esperienza umana, quella del mangiare e del bere: sia dunque che mangiate, sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.13
spcIl risultato di questa integrazione che la stessa forma [ϕ] di Cristo si imprime nel credente: il fango non pi fango; avendo ricevuto la forma [ϕ] regale, diventa il corpo stesso del re.14 Lapostolo Paolo scrive: non sono pi io che vivo, ma Cristo vive in me.15
spcDopo questa spiegazione, vorrei tentare un approfondimento del contenuto del tema sopra enunciato, da vari punti di vista.

spc1.1. Voglio subito far notare che non sto facendo una proposta nuova. Nuova nel senso che non abbia fondamento nella teologia cristiana e nel vissuto spirituale della comunit cristiana. E ci pu essere mostrato da vari punti di vista.
spcLincontro con Cristo vivente nella Chiesa mediante la fede e i sacramenti, che ci fa essere e vivere in lui, lo scopo per cui luomo stato creato: la ragione dessere di tutto ci che esiste in cielo e in terra. Come gi sopra dicevo, allinizio di questo capitolo, la missione della Chiesa, nelle sue varie espressioni, la mediazione necessaria dellincontro delluomo con Cristo.
spcA livello di vissuto, se ci chiediamo quale la ragione per cui ogni giorno la Chiesa fa ci che fa in tutti i suoi ministeri, predica la Parola, celebra i Misteri, esercita la carit, non possiamo non rispondere: perch luomo si converta e incontri Cristo. Il cristocentrismo oggettivo plasma e configura tutto lessere e lagire della Chiesa. La figura e la catechesi del precursore stata accuratamente custodita dalla tradizione apostolica perch nella sua persona espressa in forma definitiva il senso della missione: condurre luomo a Cristo.
spcNella Novo millennio ineunte il santo Padre ci invita alla teologia vissuta dei santi. Di fronte al mistero di Cristo nelluomo e delluomo in Cristo, accanto allindagine teologica, un aiuto rilevante pu venirci da quel grande patrimonio che la teologia vissuta dei santi (27: EV 20/54).
spcSi potrebbe allora narrare la teologia vissuta dei grandi pastori della Chiesa, dei grandi missionari, degli sposi cristiani e verificheremmo la fondatezza di quanto stiamo dicendo.
spcMa voglio attirare ancora la vostra attenzione su un aspetto che ritengo di centrale importanza. Ho parlato pocanzi di integrazione della vita umana nellincontro con Cristo. Ora cercher di spiegarmi meglio.
spcLincontro con Cristo non una sorta di dopo-lavoro che si affianca alla vita quotidiana delluomo. Meno ancora una sorta di evasione spirituale che prepara poi luomo ad affrontare meglio la sua vita quotidiana. Esso, al contrario, lavvenimento nel quale ogni esperienza umana viene compresa nella sua intera verit, e resa vivibile nella sua completa positivit. In una parola: lincontro con Cristo che rende possibile la perfetta realizzazione di se stesso, cio la santit.16
spcMi voglio spiegare con un esempio. Prima o poi succede che la morte spezzi il vincolo pi profondo che lega due persone [quante mogli hanno perso il marito, quante madri i loro figli!]. Chi vive questa esperienza non pu non chiedersi: perch morto/a? A questa domanda, se per es. la causa stata la malattia, la scienza pu dare una sua risposta. Se la morte stata causata da un incidente, si ricostruisce si dice la meccanica dellincidente. In realt nessuna di queste risposte adeguata alla domanda perch questa verte sul senso, cio sulla positivit/negativit dellavvenimento. Lincontro con Cristo vivente nella Chiesa dona alluomo la comprensione ultima di questo avvenimento, come di ogni esperienza umana, rendendola vivibile nella sua misteriosa positivit. Dal punto di vista cristiano infatti esiste solo un avvenimento che non ha in s nessuna positivit: la scelta moralmente illecita, il peccato.
spcLo stesso discorso fatto per la morte pu essere fatto nei confronti di ogni altra esperienza umana: per es. il lavoro, il matrimonio, la vita associata. E cos via.
spcLa rigenerazione della persona umana in Cristo un avvenimento di una tale grandezza il pi grande che accada nelluniverso17 che esso costituito da molteplici dimensioni, e quindi pu essere narrato in modi diversi. Nella sua unit, esso rifrange luci diverse e complementari.
spcLa rigenerazione della persona umana in Cristo frutto delliniziazione cristiana attraverso i tre sacramenti in cui liniziazione cristiana si realizza: il battesimo, la cresima, leucaristia.
spcQuesta dimensione essenziale, in un certo senso quella fondante. La rigenerazione di cui stiamo parlando opera dello Spirito Santo: la sua divina persona che ci introduce nel mistero di Cristo e ci fa vivere in esso. lo Spirito che mediante lacqua del battesimo ci fa rinascere in Cristo; mediante lunzione crismale della cresima conferma il rigenerato nel suo essere e vivere in Cristo; mediante la partecipazione alleucaristia luomo viene reso partecipe perfettamente della forma Christi.
spcPossiamo e dobbiamo dire che la maternit della Chiesa, mediante i vari ministeri mistagogici, soprattutto il ministero ordinato e il ministero coniugale, si realizza nelliniziazione cristiana.
spcPossiamo e dobbiamo dire che lorientamento pastorale che intendiamo dare trova nelliniziazione cristiana e quindi nella predicazione della fede il suo centro.
spcLa rigenerazione della persona umana in Cristo un avvenimento che pu e deve essere compreso anche in quanto avvenimento umano. La dimensione umana della rigenerazione in Cristo ugualmente essenziale della dimensione sacramentale.
spcLuomo, nella piena verit della sua esistenza, del suo essere personale e insieme del suo essere comunitario e sociale questuomo la prima strada che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione: egli la prima e fondamentale via della Chiesa.18
spcImplicata nella dimensione umana del mistero della rigenerazione in Cristo quella che potremmo chiamare la dimensione educativa della medesima. Come insegna esplicitamente lapostolo Paolo, la grazia di Dio apportatrice della salvezza di tutti gli uomini in quanto ci educa alla pienezza della vita umana vera.19

spc1.2. utile che ora ci chiediamo quali sono i pericoli o i rischi che oggi possono insidiare questo orientamento che intendiamo dare al nostro servizio apostolico.
spcLe insidie possono collocarsi a livello del pensiero e a livello dellagire. Inizio dalle prime.
spcLa definizione che ho dato sopra di rigenerazione della persona in Cristo pu essere contestata e rifiutata da almeno due punti di vista o da due contrapposizioni intimamente connesse.
spcLa prima nega semplicemente la necessit o pi debolmente la rilevanza dellavvenimento cristiano perch il vivere umano abbia una pienezza di senso. Non si dimentichi mai che cosa si intende per vivere umano. La grande eresia gnostica, pericolo permanente per lannuncio cristiano, e che assume lungo i tempi profili diversi, secondo la quale lo spirituale non pu avere carne, il mistero non pu avere storia, Dio non pu essere coinvolto nella creazione, tuttaltro che assente oggi. Lingresso di tutto lumano nel mistero della redenzione ritenuto impossibile o comunque non necessario. La grande tradizione pastorale della Chiesa cattolica che sempre stata, ed tuttora, condivisione di ogni vero bisogno umano in ordine allincontro con Cristo, viene semplicemente distrutta alla sua origine da questa posizione. Quando Giovanni Paolo II nellenciclica programmatica del suo pontificato scriveva che luomo la via della Chiesa, e nello stesso tempo che Cristo la via della Chiesa, ci richiamava a quella grande tradizione pastorale che trova la sua radice nel fatto centrale del cristianesimo: il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14).
spcNon posso non richiamare la vostra attenzione, sia pure assai brevemente, sul fatto pi emblematico. significativo che solo la grande Tradizione ortodossa e cattolica affermi la sacramentalit del matrimonio: unesperienza umana, un istituto della creazione elevato a dignit di sacramento. Luomo e la donna si sposano in Cristo. La crisi del matrimonio, di una gravit che non ha precedenti, indica che questa prima insidia, separare lavvenimento cristiano dallesperienza umana, non per niente un mulino a vento contro cui combattere.
spcLa seconda insidia strettamente connessa alla precedente, e la enuncerei nel modo seguente: il primato delletica. Prima ho parlato di gnosticismo; ora dovrei parlare di pelagianesimo, altro germe patogeno da cui la Chiesa latina sempre insidiata nel suo organismo. Mi spiego.
spcSe Cristo non necessario, o comunque non rilevante e significativo per la vita quotidiana degli uomini, in che cosa questi troveranno la loro salvezza? Quale via li porter alla vita vera? questa la grande domanda che turba oggi, nonostante le apparenze, il cuore dei nostri contemporanei. Crollate tutte le grandi utopie politiche, sembra oggi prevalere la convinzione che lumanit possa ritrovarsi in un codice morale universalmente condiviso, una sorta di pax universalis basata sulla tolleranza, in una sorta di arcipelago di popoli [tante isole coesistenti].
spcQuesta via che oggi gli uomini vogliono percorrere ha una sua verit e valore. Esprime, consapevolmente o inconsapevolmente in chi la propone, la convinzione che esiste una verit immutabile e universale sul bene della persona, che criterio di giudizio non sottoponibile alla contrattazione sociale. Oggi si esprime spesso questa fondamentale e vera intuizione sulluomo parlando di inviolabili diritti di ogni persona umana.
spcDeve per essere notato che se contemporaneamente allaffermazione dei diritti delluomo si diffondono visioni delluomo che negano lesistenza di una natura inviolabile della persona; che negano lesistenza di uno zoccolo duro dellumano che in ciascuno di noi, il risultato sar che si affermer la lettera dei diritti delluomo ma se ne sar negato lo spirito.20 Con quale risultato?
spcIl risultato che quando si cerca di individuare il minimo comune denominatore etico, esso diventa tanto pi minimo quanto pi diventa comune: alla fine mere regole formali.
spcQualcuno potrebbe chiedersi se ha senso che in una nota pastorale si facciano queste riflessioni. Penso che sia opportuno. unatmosfera, un ethos che noi respiriamo. Non dobbiamo porci fra coloro che ignorano il potere delle idee, e non si rendono conto dellinaudito impatto che pu avere sulla nostra vita quotidiana una determinata visione filosofica del mondo, soprattutto quando supportata e diffusa dai grandi mezzi della comunicazione sociale.
spcOra vorrei richiamare la vostra attenzione sulle insidie che il nostro progetto pastorale pu incontrare a livello pratico.
spcUn progetto pastorale che trova, come ho gi detto, nella scelta educativa il suo costitutivo formale, insidiato sul piano pratico dalla mancanza di unit nella proposta cristiana. Mi spiego, spero chiaramente perch in un certo senso il nodo centrale di tutte le questioni.
spcTommaso ha scritto che la radice di ogni scelta libera il giudizio della ragione. Esiste unintima connessione strutturale fra le varie attivit della nostra soggettivit spirituale. Quando questa connessione si spezza, la persona che si frammenta e perde la sua unit e quindi la sua consistenza, poich essere e unit vanno assieme. In parole pi semplici: la separazione fra la fede e la vita, fra la dottrina della fede e le ragioni delle scelte la pi grande tragedia che possa capitare a un cristiano.
spcPer evitare questa tragedia necessaria ma non basta la predicazione, la comunicazione della retta dottrina. necessaria ma non basta una proposta che pensa di formare la persona chiedendole soprattutto di assumersi impegni concreti. Che cosa necessario e basta? Unificare i due momenti: la proposta cristiana che diventa vita della propria vita. Voglio essere pi preciso. Mi interrogo spesso su due fatti che mi preoccupano profondamente come vescovo.
spcIl primo lalta percentuale di abbandono nelle nostre comunit parrocchiali degli adolescenti dopo la cresima. un fatto che ha certamente tante ragioni. Forse non ultima, una catechesi che non proposta unitaria, per cui sentita come un ticket che va pagato per avere una prestazione religiosa, la cresima.
spcIl secondo ancora pi grave: linefficacia del magistero della Chiesa anche nelle coscienze di tanti fedeli. Penso, per fare solo due esempi, al tema della bioetica e al tema del matrimonio. Non sto parlando della fedelt nei comportamenti personali sui quali giudica solamente il Signore. Sto chiedendomi se e in che misura il magistero diventa criterio di giudizio per i credenti. Anche questo fatto ha molte ragioni, certamente. Probabilmente fra le pi importanti la mancanza di una mediazione antropologica, di una mediazione cio che mostri la significativit di quanto insegnato dalla Chiesa per lesperienza umana. Un annuncio cristiano non significativo per la vita umana quotidiana del tutto inefficace.
spcChe la proposta cristiana debba essere una proposta di vita, convinzione condivisa da tutti. Quando per si cerca di evidenziare il contenuto di questa convinzione, il consenso finisce oppure si intende proposta di vita come qualche impegno che deve essere richiesto.
spcLa costruzione di ununit intrinseca nella proposta cristiana un compito non pi eludibile. Nellesperienza cristiana tutto si tiene per cos dire abbracciato: il pensiero collagire (Chi dice: lo conosco, e non osserva i suoi comandamenti, bugiardo e la verit non in lui: 1Gv 2,3-4), la debolezza delluomo con la misericordia di Dio, il peccato con la redenzione, il primo Adamo con il nuovo Adamo. Non c nulla di affermato nella nostra fede che non richiami tutto linsieme, poich unico e uno il disegno del Padre in Cristo.

spc1.3. Ho dunque indicato la via principale che la Chiesa di Dio che in Bologna deve percorrere nei prossimi anni nel compimento della sua missione. Ho individuato ci che soprattutto la pu insidiare. Vorrei ora riflettere brevemente sullattitudine fondamentale che come il terreno buono da cui inizia e di cui si nutre il cammino lungo questa via.
spcEsprimo molto semplicemente questa attitudine nel modo seguente: prendersi cura delluomo. Che cosa significa? Significa una passione per il bene, la dignit della persona, che non si estingue mai, neppure di fronte a reiterati rifiuti.
spcSignifica attenzione a tutti i beni della persona perch siano messi a sua disposizione, e cos raggiunga la sua pienezza. attenzione concreta alluomo; alluomo in quanto soggetto che diviene, che cresce. Ritroviamo il punto di partenza: attenzione alluomo che generato; che educato.21
spcCura delluomo significa percezione netta del valore incommensurabile di ogni persona. S. Tommaso scrive che la persona ci che esiste di pi perfetto nelluniverso dellessere.22 ci che possiamo chiamare principio-persona. Viviamo in una cultura nella quale questo principio stato pressoch smarrito. Loperazione di riduzione dellhumanum verso il basso luomo non che un animale pi complesso in pieno corso e ha generato una grave perdita di stima della dignit della persona nella coscienza contemporanea. Uno dei segni pi preoccupanti di questa tendenza il tentativo di ridurre la mens/anima a un mero meccanismo biologico.
spcLuomo non che un prodotto casuale dellevoluzione: sembra essere questo lesito finale dellevoluzionismo nichilista.
spcLa via che intendiamo percorrere come comunit cristiana anche la risposta a una domanda culturale senza precedenti: prendersi cura di ci che di pi prezioso esiste in questo universo, la persona umana, dentro a una cultura che largamente ha smarrito la consapevolezza di questa dignit.


II
I LUOGHI DELLA RIGENERAZIONE

spcIn questa seconda parte della nota pastorale vorrei riflettere su alcuni dei luoghi principali nei quali la persona pu essere rigenerata in Cristo. Ne ho individuato tre: la famiglia, la parrocchia, la scuola.

spc2.1. La famiglia certamente il luogo in cui luomo e la donna vivono una delle fondamentali esperienze umane. Ma non di questo che intendo parlare, ma della famiglia come del luogo originario dellumanizzazione della persona umana.
spcLoriginariet denota due fatti. La famiglia non un dato meramente culturale a totale disposizione della libert delluomo: essa un dato naturale, originario appunto. La s. Scrittura dice che appartiene al principio. In termini pi teologici, leducazione della persona umana, la sua prima introduzione nella realt, secondo il progetto di Dio sulluomo appartiene alla famiglia. Abbiamo una conferma che ci riempie di stupore senza fine: il Figlio di Dio facendosi uomo ha pienamente vissuto quella disposizione divina. Egli stato introdotto nella realt di questo mondo creato, che per lui aveva la configurazione dellesperienza di fede di Israele, da Maria e da Giuseppe. I vangeli dellinfanzia ci donano al riguardo dei cenni profondamente suggestivi.
spcOriginariet significa anche unaltra verit: linsostituibilit della famiglia. Certamente il diritto a essere educato un diritto fondamentale della persona umana, che deve comunque essere garantito. E infatti tutti gli ordinamenti civili hanno affrontato questo problema: si pensi agli istituti dellaffido e delladozione. significativo per che comunque la soluzione sempre nella direzione di sostituire famiglia a famiglia.
spcTutto questo, pi precisamente linsostituibilit della famiglia, vero anche nellambito della vita della Chiesa: su questa validit magistero e disciplina canonica non lasciano dubbi.
spcIl concilio Vaticano II ha offerto al riguardo agli sposi cristiani un ricco insegnamento.
spcParticolarmente importante per largomento di questa nota pastorale linsegnamento conciliare secondo il quale la famiglia cristiana il luogo in cui la fede cristiana viene fatta penetrare nella pratica della vita, per trasformarla ogni giorno pi.23 Che una suggestiva definizione della rigenerazione della persona in Cristo! Non solo, ma il concilio esplicito nel dire che spetta ai coniugi cristiani, in forza del sacramento del matrimonio, il dovere di educare alla fede, prima di ogni altro.24 E Comunicare il vangelo in un mondo che cambia insegna: La famiglia lambiente educativo e di trasmissione della fede per eccellenza: spetta dunque innanzitutto alle famiglie comunicare i primi elementi della fede ai propri figli, sin da bambini (52,1).
spcDunque il volere costruire una pastorale che prescinda dalla famiglia, come ben sanno tutti i saggi pastori danime, un errore teologico con gravi conseguenze pratiche.
spcOggi tuttavia la situazione presenta nuove, obiettive e gravi difficolt. Ne accenno alcune, rimandando chi volesse approfondire a diverse mie pubblicazioni.
spcEsiste in molte famiglie una sorta di scoraggiamento educativo: educare oggi non difficile, sta diventando impossibile, sembrano pensare oggi molti genitori. E ci per due ordini di ragioni almeno. Esiste spesso negli adulti una profonda incertezza circa le risposte ai grandi problemi della vita, con conseguente perdita di autorevolezza. E senza autorevolezza non si educa. I mezzi poi della comunicazione sociale sono di una tale potenza, e non raramente comunicano messaggi educativi (si fa per dire) opposti a quelli delle famiglie, che di fronte a essi i genitori sono tentati di arrendersi.
spcNon raramente poi si come spezzato quel patto educativo che era stato stretto fra Chiesa e famiglia, per cui accade sempre pi spesso nelle nostre parrocchie che la famiglia si limiti a inviare bambini e ragazzi al catechismo per poter accedere ai sacramenti, e nulla pi.
spcLa rifondazione del patto educativo fra famiglia e Chiesa (concretamente, normalmente la parrocchia) la via privilegiata che dobbiamo percorrere se vogliamo rigenerare la persona in Cristo.
spcChe cosa significa patto educativo? In primo luogo una vera corresponsabilit educativa che non ammette la delega: n la Chiesa (parrocchia) pu delegare la famiglia n la famiglia la Chiesa.
spcMa perch questo discorso non sia fuori della realt necessario fare due osservazioni assai importanti.
spc innegabile che oggi molte famiglie si limitino a inviare i loro figli al catechismo, o comunque in parrocchia: n contrari n partecipi. In questa situazione, la parrocchia deve continuare ad assumersi un peso educativo obiettivamente insopportabile. Alla fine, ciascuno risponde davanti a Dio di se stesso e dei propri atti, e in queste situazioni la scarsa efficacia dellazione educativa dipende dallindifferenza della famiglia.
spcSeconda e importante osservazione. I pastori non possono rassegnarsi a questa situazione. La cura pastorale della famiglia, fondata necessariamente sulla cura pastorale del matrimonio, una priorit pastorale ormai ineludibile. Di essa si devono sentire responsabili sacerdoti e sposi cristiani. Oltretutto ci richiesto anche dalla situazione in cui versano matrimonio e famiglia nella societ civile, che di una tale gravit da rendere questa priorit pastorale di particolare urgenza.
spcNon penso che in questa nota pastorale si debba scendere in ulteriori precisazioni. un compito che affido alle strutture di partecipazione e agli uffici pastorali, in particolare alla Commissione per la catechesi e allUfficio catechistico; alla Commissione per la famiglia e allUfficio pastorale della famiglia; al Servizio diocesano per la pastorale giovanile. Dobbiamo pensare come ricostruire quel patto educativo di cui parlavo, facendo anche proposte concrete da proporre alla sapienza ed esperienza dei pastori, dei parroci in primo luogo, e delle famiglie disponibili. Vi chiedo di riflettere seriamente su questo punto.

spc2.2. Laltro luogo in cui la persona in Cristo rigenerata la parrocchia.
spcDopo una lunga consultazione e una lunga riflessione, la CEI ha pubblicato una nota pastorale di grande rilevanza pastorale: Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia.
spcEsso deve diventare il documento-base e guida per ripensare quel luogo originario della rigenerazione della persona umana in Cristo che la parrocchia, mediante la comunicazione del nangelo.
spcNon c dubbio che la parrocchia la prima, insostituibile presenza della Chiesa in mezzo agli uomini. Lannuncio del vangelo, lintroduzione delluomo nel mistero di Cristo, in una parola la rigenerazione della persona in Cristo avviene e deve avvenire normalmente nella comunit parrocchiale. Ipotizzare di percorrere la via indicata in questa nota non dico prescindendo, ma non riconoscendo questa priorit della parrocchia, oltre che contro la tradizione pastorale della Chiesa latina, porsi fuori dalla realt.
spcPerch la nota pastorale della CEI ispiri veramente il nostro ripensamento della parrocchia, necessario ovviamente leggerla e meditarla profondamente, avendo cura di coglierne lidea centrale e la connessione con questa nota pastorale.
spcLidea centrale che ha generato e ispirato la nota pastorale della CEI che la parrocchia partecipi alla svolta missionaria della Chiesa in Italia di fronte alle sfide di questepoca di forti cambiamenti; e che essa si rinnovi in senso missionario (cf. Introduzione, cpv 3).
spcLa connessione con questa nota pastorale non difficile da cogliere. Mi piace mostrarvela con un testo del concilio Vaticano II: la missione della Chiesa si realizza attraverso unazione tale che per loro [= per gli uomini] si apra, libera e sicura, la via che porta alla piena partecipazione del mistero di Cristo.25
spcLa piena partecipazione del mistero di Cristo precisamente ci che accade alluomo quando rigenerato in Cristo. Questa la missione della Chiesa. Di questa rinnovata coscienza missionaria della Chiesa di fronte alle sfide di questepoca di forti cambiamenti, di questa rinnovata coscienza missionaria della nostra Chiesa la parrocchia in primo luogo deve essere partecipe e promotrice.
spcLa parrocchia comunit di fedeli con il loro pastore, il parroco. Il rinnovamento pastorale in senso missionario deve penetrare anche nella coscienza dei fedeli laici ed essere da loro condiviso intimamente.
spc per questo che raccomando vivamente lAzione cattolica, vera scuola di formazione e di apostolato dei laici, il cui irrinunciabile carisma di essere profondamente radicata nelle comunit cristiane locali.
spcLa nota pastorale della CEI descrive la forma essenziale del rinnovamento della parrocchia individuando sette obiettivi (cf. Introduzione, cpv. 6). Essi indicano i grandi orientamenti o direzioni di marcia del futuro delle nostre parrocchie.
spc fuori dubbio tuttavia che nellattuale situazione storica la parrocchia abbia limiti obiettivi per rispondere alla domanda di salvezza da parte delluomo. Obiettivi significa non dovuti allimperizia o alla negligenza dei pastori, ma a cause assolutamente indipendenti dalla loro volont. Non necessario che ne parli; sono ben note a tutti.
spc per questa ragione che nella Chiesa esistono, e sono sempre esistite, altre possibilit di incontro con Cristo, altri luoghi in cui il soggetto cristiano pu essere rigenerato. Questa possibilit, oggi rappresentata soprattutto dai movimenti e dalle aggregazioni ecclesiali, va difesa, promossa e gioiosamente accolta.
spcTuttavia non questa la considerazione pi profonda dal punto di vista ecclesiologico. Parrocchia e movimenti hanno compiti diversi: la parrocchia, come esporr fra poco, assicura lannuncio cristiano e la celebrazione del mistero a tutti coloro che abitano in un preciso territorio; i movimenti riguardano solo le persone dei battezzati che ne condividono il carisma.
spcMa forse necessario che nel contesto di una nota pastorale programmatica si parta da una domanda: quale volto deve avere la parrocchia perch sia missionaria? Esiste certamente la definizione canonica dellistituto parrocchiale (cf. CJC can. 515 c. 1), dalla quale ovviamente non si deve mai prescindere. Ma non unanalisi di essa che vi chiedo di fare, quanto piuttosto un tentativo di disegnare i lineamenti antropologi della comunit parrocchiale perch possa assumere un volto missionario.
spcPer arrivare a questo disegno parto dallabbozzo di una diagnosi della condizione spirituale del nostro popolo.
spcSono sempre pi convinto che una della malattie spirituali pi gravi oggi sia la separatezza, la solitudine, lisolamento in cui la persona vive.
spcEssa spesso sradicata da una storia e da una tradizione di cui la persona ha assoluto bisogno, come la pianta del terreno da cui trarre alimento: una persona senza memoria non ha futuro, non ha identit.
spcEssa poi sembra essere diventata incapace di istituire rapporti veri con altre persone, rapporti che non siano regolati o dal principio del piacere o dal principio dellutile. La causa pi profonda di questa incapacit stata la degradazione sia a livello veritativo sia a livello etico del rapporto uomo-donna, archetipo originario di ogni rapporto interpersonale.
spcLa metafora pi adeguata per descrivere la condizione umana non pi come per secoli stata quella del pellegrinaggio, ma quella della girovaganza.
spcVedendo le cose pi in profondit, alla luce della fede, mi sovviene la profonda analisi antropologica agostiniana che pone nellincapacit di amare la definizione della condizione peccatrice delluomo: una volont ripiegata su se stessa, incurvata nel proprio bene.
spcIl bisogno di salvezza che dimora dentro al cuore di ogni uomo si articola in domanda di salvezza in maniera diversa, a seconda dei contesti storici. Oggi assume larticolazione di una domanda di amore, di comunione vera: luomo chiede che gli sia ridata la capacit di amare, la capacit di una comunione vera. La persona si realizza ha insegnato profondamente il concilio Vaticano II nel dono di s.26
spcPenso alla parrocchia come al luogo in cui stato dato alluomo e alla donna di essere reintegrati, ricollocati dentro a unesperienza di comunione, di affezione vera. Non forse questo il significato pi profondo dellespressione, oggi entrata perfino nella definizione canonica della parrocchia, che la parrocchia una comunit? Communitas christifidelium, dice il codice: la comunit pi che la societ.
spcLa natura comunitaria della parrocchia, fatta propria dal codice, riconosce ed esalta la responsabilit di ogni fedele. Anche di chi non ha il tempo o le doti per partecipare alle attivit parrocchiali. Penso ai nostri fratelli e sorelle infermi; penso a tante madri di famiglia totalmente assorbite dal necessario lavoro e dalleducazione dei bambini.
spcUna visione mondana che condurrebbe a una riduzione della comunit parrocchiale alla sua attivit, rischierebbe di far apparire marginali figure che ne sono preziose risorse.
spcParlando della parrocchia-comunit, non si tratta di una mera esperienza psichica, ma di una vera relazione interpersonale che ha una sua oggettivit. Quando questo si realizza? Quando la parrocchia communitas christifidelium? In grado eminente quando celebra leucaristia la domenica.27
spcLimportanza quindi della celebrazione eucaristica festiva nella costituzione della comunit parrocchiale sar difficilmente esagerata. La cura dunque da parte del pastore di questa celebrazione il primo dei suoi doveri.
spcLe sagge disposizioni canoniche circa il numero delle ss. messe che il sacerdote pu celebrare in giorno festivo, riprese dalla lett. ap. Dies Domini, si iscrivono in questa percezione teologica. Penso che la Commissione per la liturgia e lUfficio liturgico diocesano dovranno studiare attentamente il problema. anche il cinquantesimo anniversario di un libro del card. Lercaro che ha segnato una svolta nella pastorale liturgica, A Messa, figlioli: uno stimolo nuovo.

spc2.3. Laltro luogo della rigenerazione della persona umana in Cristo la scuola, con le dovute precisazioni che in seguito andr facendo.
spcPartiamo subito da alcune constatazioni di fatto. La maggior parte del loro tempo, le persone nel momento pi importante della loro formazione, lo passano a scuola. Normalmente in parrocchia vivono qualche ora alla settimana: si pu educare una persona vivendo con essa solamente qualche ora alla settimana?
spcLa visione della realt che viene veicolata nella scuola (di Stato, intendo in questo caso) non sempre compatibile con la visione veicolata dalla catechesi donata nella comunit cristiana, proprio sui punti che caratterizzano la visione cristiana delluomo: per esempio, origine e fine delluomo, costituzione della persona umana, concetto di libert.
spcDallaltra parte, una recentissima indagine sul rapporto fra religione e vita civile in Emilia-Romagna, Marche e Umbria, alla domanda: quale secondo lei il compito pi urgente del sistema educativo (= scuola) il 55,4% ha risposto formare una personalit libera e responsabile. E alla domanda: qual , secondo lei, il compito preminente dellinsegnante? il 49,6% risponde: fornire allo studente strumenti per imparare dalle proprie esperienze.28 Da questi dati mi sembra che emerga che esiste ancora un forte investimento di fiducia educativa nella scuola.
spcUna conferma di quanto stia a cuore alla gente la questione educativa, labbiamo avuta chiedo scusa del riferimento personale dal dibattito che seguito al mio intervento a Villa Pallavicini nellaprile scorso. Un dibattito cui hanno partecipato tutti i grandi mezzi nazionali della comunicazione sociale.
spcUnaltra conferma, questa legata alla nostra citt, costituita dal successo che sta riscuotendo il manifesto Bologna rif scuola: un manifesto programmatico.
spcQueste riflessioni, meglio constatazioni di fatti, mi sembra che giustifichino alcune conclusioni. Esiste una diffusa domanda educativa, dalla cui risposta la scuola non pu sentirsi estranea.
spcLa neutralit della comunit cristiana nei confronti del sistema scolastico sarebbe un errore imperdonabile, anche se sottolineare limportanza decisiva della scuola non significa ignorare altri soggetti di messaggi educativi cui oggi il ragazzo ed il giovane esposto.
spcFatte queste riflessioni di carattere generale, necessario ora fare un discorso pi articolato e preciso, partendo dalla necessaria distinzione fra scuole-istituti educativi della Chiesa e scuole dello Stato.

spc2.3.1. La scuola della Chiesa ha una sua configurazione ed chiamata a fare una proposta educativa cristiana. Esistono nella nostra Chiesa scuole cattoliche; sono un grande tesoro che va custodito e sviluppato.
spcQuesto modo di educare mediante lo strumento scolastico, profondamente connaturato alla Chiesa ( stato un santo, il Calasanzio, a istituire la prima scuola popolare gratuita, a Roma nel 1597), non affatto obsoleto: anzi, nella misura del possibile, va ulteriormente sviluppato.
spcEsso non ha carattere suppletivo nei confronti di eventuali carenze del sistema scolastico statale, n ancor meno carattere concorrenziale col medesimo. Pi semplicemente e profondamente: la risposta a un bisogno insito nel cuore degli sposi, educare i propri figli secondo una precisa visione della realt.
spcIl fatto che nelle scuole della Chiesa si faccia una proposta educativa cristiana non comporta lesclusione di nessuno: chiunque pu accedervi, anche di fede diversa da quella cristiana, consapevole e informato della proposta educativa che verr fatta.

spc2.3.2. La riflessione sulla scuola dello Stato pi complessa, oggi in modo particolare.
spcIniziamo da una presenza che fa esplicitamente riferimento alla Chiesa: linsegnamento della religione cattolica. Faccio due riflessioni che reputo le pi importanti al riguardo.
spcLinsegnamento della religione cattolica. Non linsegnamento dei valori universali; non la storia delle religioni; o altro. una presentazione scolastica della religione cattolica. E questo direbbero i logici loggetto materiale. Ma pi importante individuare loggetto formale.
spcLinsegnamento della religione cattolica non catechesi: non si deve fare catechismo nelle scuole statali; n mira alla conversione delle persone alla fede cristiana. Esso la comunicazione, il veicolo della conoscenza di una dimensione costitutiva dellidentit del nostro popolo, perch lo della nostra cultura; comunicazione [ecco loggetto formale] fatta in modo da mostrarne lintrinseca ragionevolezza.
spcMa la corresponsabilit nei confronti dellistituzione scolastica statale da parte della comunit cristiana non pu limitarsi allinsegnamento della religione cattolica, ma deve realizzarsi come una vera e propria corresponsabilit nella proposta educativa. Prima di spiegare cosa intendo, devo fare una premessa.
spcSe non vado errato, vedo oggi due concetti teoricamente molto diversi, e quindi con rilevanza pratica perfino opposta, di laicit (dello Stato). Sono costretto a essere necessariamente schematico.
spcLaicit significa che nella polis e in ogni sua espressione, ogni visione del mondo (religiosa o non) ugualmente libera di proporsi, senza tuttavia negare la storia e la cultura, e quindi lidentit propria di ogni popolo.
spcLaicit significa che lingresso nella polis e in ogni suo ambito esige di mettere fra parentesi, di lasciare fuori dalla porta quanto religiosamente proprio di ciascuno.
spcNon mi dilungo ulteriormente. Penso che la seconda concezione di laicit sia falsa perch si fonda su una visione astratta della persona umana; perch costituisce obiettivamente una violenza contro la persona; perch conduce a un grave impoverimento della societ civile.
spcIl testo dottrinale di riferimento comunque su questa problematica devessere il documento della Congregazione della dottrina della fede su cattolici e politica (24 novembre 2002).
spcRitorniamo alla nostra questione. Una vera concezione di laicit consente che nella scuola dello Stato anche la proposta educativa cristiana sia ugualmente libera di proporsi come altre proposte educative.
spcIn che modo? Non vedo altra modalit che attraverso la presenza nella scuola di insegnanti cristianamente preparati; che attraverso la presenza partecipe dei genitori cristiani negli organismi collegiali previsti dalla legge. La crisi dellassociazionismo cattolico ha avuto gravi conseguenze da questo punto di vista, e dovr essere ricostruito. Grazie a Dio esistono gi associazioni di famiglie. Chiedo loro di fare dellattenzione alla scuola unattenzione privilegiata.
spcLa pastorale scolastica dunque, allinterno della pastorale giovanile, di importanza fondamentale in ordine alla scelta pastorale che abbiamo preso per i prossimi anni: la rigenerazione della persona in Cristo.29


III
GLI STRUMENTI DELLA RIGENERAZIONE

spcIn questa terza parte della presente nota pastorale vorrei parlare di alcuni strumenti di cui la nostra Chiesa si dotata in questi anni. Ne indico quattro: la Facolt teologica dellEmilia-Romagna; lIstituto Veritatis Splendor; il Centro diocesano di formazione per la nuova evangelizzazione a Villa S. Giacomo; i mass media.
spcLattenzione particolare a questi quattro strumenti non deve farci dimenticare altri che gi da tempo stanno svolgendo un prezioso lavoro formativo. Penso, per fare solo un esempio, allesperienza di Estate Ragazzi e corsi connessi per la formazione degli animatori.
spc necessario che ci sia fra questi strumenti una profonda comunione di lavoro, pure nella ricchezza della loro diversit istituzionale.

spc3.1. La Facolt teologica non una realt avulsa dalla vita della nostra Chiesa, non solo e non principalmente per i servizi di aggiornamento o formazione permanente del clero, come lodevolmente ha fatto lo STAB in questi anni. Essa dentro la vita della Chiesa per due ragioni principali.
spcLa facolt costituisce uno dei momenti essenziali della formazione dei futuri pastori danime: il momento delleducazione al pensare cristiano. questo un nodo nella formazione del futuro sacerdote: in un certo senso, il pi importante.
spcLa conoscenza infatti (non sto parlando solamente di quella teologica) il contatto originario che la persona ha colla realt; luomo ha il compito di penetrare la realt, e di corrispondervi in misura adeguata alla sua oggettiva bont. Dobbiamo liberarci da quel soggettivismo relativista secondo il quale la conoscenza mera costruzione del soggetto senza nessuna corrispondenza con la realt. La ricerca della verit, quella partecipazione allessere che propria del conoscere, il bisogno fondamentale delluomo, come appare in modo unico nelle opere di Agostino e da quella passione per il reale che si apprende alla scuola di Tommaso.
spcLa teologia la realizzazione pi alta della conoscenza umana perch introduce luomo nella realt come vista da Dio: una qualche partecipazione alla scienza dei beati, insegna s. Tommaso.30 Ne deriva che se un sacerdote non stato educato al pensare teologico, non stato educato a vedere la realt nella sua pi profonda verit; non in possesso del modo ultimamente vero di conoscere la realt.
spcQuesta educazione al pensare teologico esige una profonda unit nella proposta accademica, resa spesso difficile da una specializzazione che tecnicamente d abilit allo studente nellanalisi del frammento, ma non educa allo sguardo semplice dellinsieme.
spcEsiste anche una seconda ragione per cui la facolt teologica profondamente inserita nella vita della nostra Chiesa. Essa chiamata a elaborare quellintelligenza della fede, quel reciproco fecondarsi di fede e ragione che necessario per almeno tre ragioni, che mi limito a enunciare: il bisogno dellamore di conoscere colui che si ama e i suoi doni; la difesa della dottrina cristiana contro le sue negazioni; la necessit di condurre chi sta fuori dentro la verit rivelata.
spcPenso che non sia difficile comprendere che in ordine alla scelta pastorale che stiamo facendo, la Facolt teologica sia una degli strumenti (sit venia verbo!) fondamentali.

spc3.2. Laltro grande strumento lIstituto Veritatis Splendor (IVS). assolutamente necessario che esso non sia un
spccorpo estraneo alla nostra Chiesa; un tesoro preziosissimo che sarebbe imperdonabile non mettere a frutto. Questa inserzione sempre pi profonda dellIVS nella vita quotidiana della Chiesa deve essere uno degli impegni pi urgenti e pi gravi di questo anno pastorale; in un certo senso, ciascuno deve sentire come proprio questo impegno.
spcIn che senso e in che modo lIVS si inscrive dentro la nostra scelta pastorale fondamentale dei prossimi anni? LIVS il soggetto responsabile della ricerca e dellelaborazione delle fondamentali linee orientative
spcdelleducazione al quale nelle forme e nei modi dovuti gli altri soggetti della Chiesa bolognese devono fare riferimento.
spcCi non deve essere inteso come se lIVS debba sostituirsi ad altri centri formativo-culturali che per la nostra Chiesa sono un dono prezioso.
spcEsistono infatti vari livelli nel lavoro formativo volto alla rigenerazione della persona in Cristo: lelaborazione delle linee orientative fondamentali, compito dellIVS; lattualizzazione di queste linee, che non mera esecuzione di programmi calati dallalto, ma sapiente e creativo inserimento dentro le varie situazioni, compiti dei vari soggetti formativi. Sar necessario studiare anche gli strumenti istituzionali perch questo coordinamento e reciproco aiuto sia garantito.
spcMa, data la natura di questa nota pastorale, necessario essere pi precisi e indicare i principi ispiratori che specificano in modo inconfondibile il porsi dellIVS dentro la missione e la scelta pastorale della nostra Chiesa.
spcI principi ispiratori sono individuati nella risposta alle due seguenti domande e sottodomande relative. La prima: a quali condizioni la Chiesa pu ricostruire la persona in Cristo, e quindi quale lapporto specifico dellIVS al realizzarsi di queste condizioni? La seconda: a quali insidie oggi esposta la personalit cristiana, e quindi quale lapporto specifico dellIVS nellimmunizzarla da queste insidie?
spcLa risposta alla prima domanda la seguente: lapporto specifico dellIVS la costruzione di unantropologia adeguata.

spcPer antropologia adeguata intendo la comprensione, interpretazione e spiegazione delluomo in tutto ci che essenzialmente umano; comprensione, interpretazione e spiegazione che poggia sullesperienza umana (cf. sopra cap. I, 1.1.).
spcLa necessit di ricostruire, allinterno della cultura contemporanea, unantropologia adeguata ha carattere sia congiunturale sia soprattutto strutturale. Strutturale da due punti di vista.
spcVi per luomo un problema massimo che tutti gli altri condiziona, orienta e unifica: quello che luomo a se stesso, il problema di s che luomo pone a se stesso: della sua destinazione, del senso totale, integrale e assoluto della sua esistenza E la cultura lopera delluomo; ma egli non ne intende il significato profondo fino a quando non la giudica per il contributo che essa porta alla soluzione del problema della sua verit di uomo.31
spcInoltre, ma non dammeno, la ri-generazione della persona umana in Cristo implica necessariamente un soggetto umano che non sia ridotto, ma affermato nella sua irriducibilit e pensato quindi in modo adeguato alla sua realt.
spcLa costruzione di unantropologia in primo luogo opera del pensiero, e quindi il compito dellIVS sia in quanto istituto di ricerca che di formazione.
spcNon intendo che questo sia un invito fatto allIVS ad abbandonare lambito classicamente determinato della quaestio de veritate nei tre saperi fondamentali, scientifico-filosofico-teologico. un invito alla centralit della domanda antropologica e quindi alla registrazione antropologica e pedagogica della perenne domanda sulla verit. questo, mi sembra, il grande insegnamento di Giovanni Paolo II, sia come pastore che come filosofo.
spcLa risposta alla seconda domanda: la principale insidia a cui oggi la soggettivit cristiana esposta, la disintegrazione della sua unit, come varie volte ho accennato nelle pagine precedenti. Essa (disintegrazione) stata progressivamente operata in primo luogo a livello del pensare, da un triplice punto di vista. Dal punto di vista della mutilazione della ragione giudicata incapace di interrogarsi sulle realt essenziali della vita; dal punto di vista della demolizione del caso serio della libert come capacit di scelta fra bene/male; dal punto di vista della demolizione della rilevanza ecclesiale del dogma cristiano, introducendo un predominio dellopinabile al posto del primato del dogma.
spcMi spiego, spero, meglio. Lintegrazione che avviene nella persona cristiana matura si costruisce fondamentalmente nel pensiero: pensare come Cristo [possedere la mente di Cristo]; nellagire: liberi della libert di Cristo; nel convivere: la comunione interpersonale nelle comunit umane.
spcDegradando la ragione, si indotto nella soggettivit cristiana una grave patologia, la perdita della dimensione veritativa della fede; annullando la differenza obiettiva fra bene e male, luomo si consegnato nelle scelte ad ogni potere emergente; negando loriginaria relazionalit della persona [uomo-donna], non si pone pi il nuovo comandamento come la norma fondamentale del convivere.
spc compito dei ricercatori, che gi stanno lavorando nellistituto, ripercorrere questi tre percorsi demolitivi della soggettivit cristiana per mostrarne lintima inconsistenza e indicarne dal di dentro le vie di uscita.
spc compito dei formatori educare ad un discernimento critico del soggetto cristiano: affinch non siamo pi come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e l da qualsiasi vento di dottrina, secondo linganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nellerrore (Ef 4,14).
spcIntendo per attirare la vostra attenzione soprattutto sulla proposta formativa offerta dallIVS. Essa, lo ripeto ancora una volta, non intende sostituirsi agli altri soggetti propositivi, ma, sotto la responsabilit diretta del vescovo, intende proporre le fondamentali linee orientative, indicare i punti cardinali entro i quali chiunque abbia responsabilit educative nella Chiesa pu e deve muoversi. Chi disegna la carta topografica non si sostituisce a chi deve percorrere il territorio disegnato: gli offre lo strumento fondamentale perch possa muoversi. Anzi, solo chi di fatto cammina sa quali difficolt incontra, come risolverle. Fuori metafora: lIVS non si sostituisce a chi ha la missione e quindi la responsabilit della rigenerazione della persona in Cristo. Offre gli orientamenti fondamentali di questo immane lavoro educativo.
spcSono perci profondamente grato al card. Giacomo Biffi che ha accettato linvito di continuare la sua Catechesi del luned, che questanno avr come tema: lenigma dellesistenza e lavvenimento cristiano.
spcPer il prossimo anno, dopo attenta riflessione ho ritenuto di offrire due percorsi formativi.
spcA. Il primo mira a unelevazione dellintelligenza della fede, perch il credente viva secondo la verit nella carit.
spcIl percorso formativo offre le seguenti proposte fondamentali che ora brevemente indico.
spc Larticolazione fede-ragione oggi uno dei punti pi problematici dellesperienza cristiana, anche se molti la maggior parte dei fedeli non ne sono consapevoli.
spcLa prima proposta quindi si articoler in due offerte formative (due corsi): luna una guida alla scoperta della razionalit umana, nelle sue tre fondamentali espressioni (scienza, filosofia, teologia); laltra una guida alla comprensione della natura della fede e del suo atto, cuore della vita cristiana, poich dalla fede che viene generata la speranza e la carit.
spc Esiste oggi la necessit assoluta di far conoscere ci che crede la Chiesa: di sapere (non ancora di capire) ci che crede la Chiesa. Saperlo in modo completo e organico. Lo strumento fondamentale il Catechismo della Chiesa cattolica. Sar offerta perci una guida al catechismo.
spc Dopo i due percorsi precedenti, lIVS offre una terza possibilit formativa di decisiva importanza.
spcLa s. Scrittura la norma del pensiero e della vita della Chiesa, la parola di Dio che ci schiude la visione della realt nel suo pi intimo significato e verit: il disegno del Padre in Cristo. fondamentale quindi per un cristiano saper leggere le Scritture.
spcViene pertanto proposto un corso che guida a una lettura ecclesiale unitaria della sacra Scrittura, avendo chiaro che la chiave interpretativa una sola: Cristo Ges.
spc Infine il cristiano maturo deve sapere come si muove e come si regola in modo ordinato la vita interna del corpo di Cristo che la Chiesa. Per questo viene offerto un corso di Diritto canonico che presenta la struttura fondamentale del corpo ecclesiale.
spcB. Il secondo percorso di grande importanza: la quaestio. Vengono organizzati incontri nei quali si pone un problema di particolare urgenza e importanza. Si invitano alcune persone particolarmente competenti che dovranno porre in modo preciso la questione. Chi partecipa deve intervenire ponendo domande, difficolt contro le soluzioni proposte, proponendo risposte argomentate.
spc uno strumento per educare a un giudizio ragionevole e credente sui grandi dibattiti contemporanei.
spcQuesto secondo percorso potr essere programmato, per le tematiche affini, in stretta collaborazione con la Scuola diocesana di formazione sociale e politica e il Centro di iniziativa culturale, gi operanti allinterno dellIVS.
spcPenso che per comprendere il dono che il Signore ha fatto alla nostra Chiesa collIVS, sia molto istruttivo leggere quanto scritto in Comunicare il vangelo in un mondo che cambia. Il testo esprime con semplice profondit il profilo di un istituto come lIVS.
spcPer questo ci sembra importante che la comunit sia coraggiosamente aiutata a maturare una fede adulta, pensata, [sott. nel testo] capace di tenere insieme i vari aspetti della vita facendo unit di tutto in Cristo [cf. sopra pag. 3-6]. Solo cos i cristiani saranno capaci di vivere nel quotidiano, nel feriale fatto di famiglia, lavoro, studio, tempo libero la sequela del Signore, fino a rendere conto della speranza che li abita (50,1) [= persona umana rigenerata in Cristo].
spcMa lIVS resterebbe estraneo alla vita delle nostre comunit se queste non si sentissero impegnate a essere presenti nella vita dellIstituto. In che modo? La consapevolezza dellimportanza della proposta formativa deve condurre alla conclusione di invitare membri della propria comunit a partecipare ai corsi, a usufruire delle proposte formative. Direi che i giovani che gi vivono unesperienza di fede sono destinatari privilegiati.
spc una sfida quella lanciata dallIVS che non va elusa; una possibilit che non pu essere lasciata cadere; una proposta che certamente potr sempre essere migliorata, ma non pu essere disattesa.
spcNon c dubbio che IVS e Facolt teologica debbono cooperare nelle forme e modalit che dovranno essere studiate.
spcSono tuttavia due soggetti dal profilo ecclesiale e istituzionale ben preciso, e non solo perch regionale luna e diocesano laltro.
spcLa Facolt teologica deriva la sua configurazione dal diritto canonico che regola le facolt ecclesiastiche; lIVS deriva la sua configurazione ultimamente dalla vita e dalle esigenze della nostra Chiesa.
spcLa Facolt teologica mira alla formazione teologica che in intima unione con la formazione spirituale e pastorale, si propone la preparazione integrale dei futuri pastori della nostra regione. LIVS non ha come suo scopo n principale n unico la formazione teologica, ma una finalit pi comprensiva che riguarda ogni credente.

spc3.3. Il terzo strumento di cui la nostra Chiesa dispone per aiutarci a compiere la scelta pastorale fondamentale il Centro diocesano di formazione per la nuova evangelizzazione con sede a Villa S. Giacomo.
spc un Centro, dunque, che si pone in stretto rapporto e interagisce con lIVS, perch ne raccoglie le fondamentali linee orientative e, sotto la diretta responsabilit del vescovo, aiuta gli operatori pastorali ad applicarle negli ambiti formativi della pastorale ordinaria.
spcVilla S. Giacomo, infatti, oltre a continuare, per quanto possibile, la sua attivit istituzionale di collegio universitario, intende porsi come luogo di formazione spirituale e pastorale in diretto collegamento con le strutture pastorali dellarcidiocesi e in risposta alle domande delle parrocchie e delle altre aggregazioni ecclesiali, riguardanti incontri, corsi, ritiri, esercizi spirituali e presa di coscienza dellitinerario pastorale della Chiesa bolognese.
spcIl Centro risponde a quanto la nota pastorale Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia chiede, perch il cammino missionario della parrocchia sia affidato alla responsabilit di tutta la comunit parrocchiale (cf. tutto limportante n. 12 della nota).
spcQuesto Centro avr un suo direttore che, coadiuvato da una segreteria, coordiner le varie attivit formative secondo le esigenze di una pastorale organica diocesana, attenta alle cose nuove che emergono nella societ e alle istanze, sempre pi stringenti, della pastorale integrata.
spcLa direzione logistica e amministrativa affidata al presidente della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro che gi ha dimostrato la sua larga disponibilit nel sostegno allIVS, di cui Villa S. Giacomo parte integrante.
spcLa Chiesa di Bologna ha bisogno di questo Centro anche per riservare al seminario solo le attivit rispondenti alle sue finalit istituzionali: formazione dei futuri sacerdoti, incontri sacerdotali, iniziative vocazionali, attivit dellISSR.
spcLattivit del Centro diocesano di formazione per la nuova evangelizzazione inizier con gradualit nel corso di questo anno pastorale, dando concretezza a una decisione largamente condivisa, soprattutto dalla conferenza dei vicari pastorali. La sua progressiva realizzazione deve avvenire con la cooperazione di tutti i sacerdoti soprattutto.
spcEsistono altri luoghi della nostra diocesi particolarmente adatti per piccoli gruppi a giornate di silenzio e di preghiera, come Casa S. Marcellina. Ovviamente essi mantengono la loro funzione; bene che esistano; ringraziamo il Signore per la loro esistenza.32

spc3.4. Il quarto fondamentale strumento di cui la nostra Chiesa dotata sono i mass media.
spcNon mi fermer a lungo su questo punto, non perch non sia importante, ma perch esige una competenza che non possiedo. Mi limito a poche osservazioni.
spcLa nostra comunit cristiana dotata di tutti i fondamentali mezzi di comunicazione sociale: il giornale, la radio, la televisione e il servizio informatico, ma tutti richiedono un ulteriore impegno per il loro consolidamento amministrativo e per la loro maggiore efficacia informativa.
spcIl settimanale Avvenire Bologna Sette in via di un consistente rinnovamento che, a partire dal prossimo gennaio, gli consente non solo di assorbire totalmente il ruolo di Insieme Notizie, ma di rispondere con maggiore puntualit al suo compito di referente diocesano per lo sviluppo armonico della comunicazione diocesana e nazionale, a servizio dellevangelizzazione. Per questo Bologna Sette sar completamente rinnovato sia nella sua veste tipografica sia nella sua impostazione.
spc opportuno attivare anche nella nostra arcidiocesi le figure degli animatori parrocchiali e vicariali, previsti dal Direttorio sulle comunicazioni sociali della CEI e concretamente coordinati dal progetto Portaparola di Avvenire, espressione del Progetto culturale della Chiesa italiana.
spcComunque, Bologna Sette ha bisogno di un forte sostegno. Chiedo a tutti i sacerdoti di sentirsi parte in causa nellopera di diffusione di Avvenire, attraverso lincremento degli abbonamenti, il modo pi concreto per assicurare questo servizio.
spcLa radio (Radio Nettuno) uno strumento che la nostra Chiesa in questi anni, con notevole sacrificio, riuscita ad acquisire e a inserire nella societ Intermirifica srl, di cui conserva la responsabilit decisionale primaria. Attualmente in corso una pi stretta collaborazione con la societ che gestisce la rete televisiva TV, con lobiettivo di un consolidamento amministrativo finalizzato alla copertura dei costi, ma soprattutto con lo scopo di dotare, in modo stabile, la Chiesa bolognese di un polo radiotelevisivo non ricco, ma sufficiente ad assicurare alcuni momenti importanti in ordine allinculturazione della fede.
spcGrazie a questo impegno, oggi, la Chiesa di Bologna, gi presente con il settimanale Bologna Sette, attiva nel circuito comunicativo locale con un settimanale radiofonico domenicale (Attualit religiosa) e con un settimanale televisivo (Dodici porte), una rubrica di approfondimento tematico (Dedalus) e il commento alle letture domenicali (Tempo dello spirito). Inoltre in grado di trasmettere in diretta radiotelevisiva gli avvenimenti pi importanti della vita diocesana.
spcAnche il servizio informatico ha raggiunto livelli qualitativi soddisfacenti. Oltre allinformatizzazione degli uffici della curia arcivescovile e al sito internet della Chiesa di Bologna, in via di perfezionamento il sistema di posta elettronica, che pu assicurare un collegamento pi diretto e immediato tra il centro diocesi, le parrocchie e le varie aggregazioni ecclesiali.
spcDi fronte a questa offerta di strumenti della comunicazione, che oggi tutto sommato possiamo giudicare soddisfacente, le comunit cristiane dovranno non solo coltivare il dovere di sostenerli, ma anche imparare a usarli: cio ad avvalersene per le necessit pastorali e a interagire con essi.


IV
ECCLESIA DE EUCHARISTIA: LA SORGENTE DELLA PASTORALE

Il santo Padre ha proclamato il prossimo anno Anno eucaristico per tutta la Chiesa cattolica; nel prossimo mese di maggio sar celebrato il Congresso eucaristico nazionale; nel prossimo mese di ottobre vi sar lAssemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi sulleucaristia; nellanno 2007, a Dio piacendo, celebreremo il nostro Congresso eucaristico diocesano. Vari segni che indicano la stessa direzione: quale?
spcPocanzi vi ho detto che la nostra scelta pastorale pu essere nutrita, anzi pu semplicemente realizzarsi solo se si radica in una grande passione per il destino delluomo, in una chiarissima percezione della dignit, della preziosit di ogni persona umana.
spcLa pi grande passione umana per il destino delluomo dimora nel cuore del Verbo incarnato sulla croce: lapertura del suo costato ne il segno inequivocabile. Mai luomo, ciascuno di noi, stato percepito nella sua dignit, mai la preziosit della persona umana, di ciascuno di noi, stata affermata come lo fu da Cristo sulla croce. Il mistero della croce rivela il mistero delluomo: quale valore deve avere luomo agli occhi del Padre se, come esclama stupita la Chiesa nella notte pasquale, per liberare lo schiavo hai consegnato alla morte tuo Figlio? La croce la perenne, indistruttibile testimonianza del valore di ogni persona umana: mi ha amato e ha dato se stesso per me.
spcCome possiamo partecipare della passione del crocifisso per il destino delluomo? Come possiamo anche noi vedere la dignit delluomo come la vide il crocifisso? Non c che una via: la celebrazione del sacramentum passionis Christi e la partecipazione a esso.
spcNella luce splendente delleucaristia comprendiamo finalmente lintera verit della scelta pastorale dei prossimi anni. Essa si colloca, si radica dentro latto redentivo di Cristo Redemptor hominis: lespressione che nella nostra Chiesa assume lamore redentivo di Cristo verso luomo, eucaristicamente sempre presente nella Chiesa. Che cosa significa redenzione delluomo? significa che luomo rigenerato nella sua umanit secondo loriginario disegno del Padre.
spc una declinazione fortemente antropocentrica che intendiamo dare al nostro cammino ecclesiale, ma dellantropocentrismo che proprio della visione cristiana della realt: lantropocentrismo voluto al Padre. Cur Deus factus est homo?, si chiede sempre la Chiesa; e la risposta : ut homo fieret Deus.
spcQuesta declinazione laltra faccia del cristocentrismo: sono come il concavo e il convesso. La Chiesa fondata dal Verbum-caro, e nella Chiesa in primo luogo i pastori, non pu servire nessun altro se non colui per il quale Dio si fatto uomo ed morto sulla croce. Lantropocentrismo di cui parlo non ha nulla in comune con lantropocentrismo proposto da vasti settori della modernit. lantropocentrismo della professione di fede: per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo.
spcLa nostra scelta pastorale quindi non pu che essere una scelta eucaristicocentrica, poich il mistero della redenzione che strettamene legato alla vita, morte e risurrezione del Verbo fatto carne, il mistero centrale della nostra fede. E quindi il mistero eucaristico racchiude in s tutto ci che la Chiesa e ha.
spcForse per chi non ha occhi semplici capaci di guardare oltre le apparenze, impossibile cogliere la forma cristiana del nostro avvicinarsi alluomo per rigenerarlo in Cristo: per tanti aspetti sembra assolutamente uguale a tante forme di volontariato. Quale la nostra forma? quella eucaristica. Solo essa infatti ci fa vedere luomo nella sua verit, misurare il dramma fondamentale delluomo: il dramma di possedere una libert che senza Cristo non pi capace di affermare con la sua scelta quella verit di se stesso che luomo ha conosciuto con la sua ragione.
spcUn grande spirito del secolo scorso ha scritto profondamente: Si serve luomo nella sua totalit o non lo si serve per nulla. E se luomo ha bisogno di pane e di giustizia e se si deve fare quanto occorre per soddisfare questo bisogno, egli ha anche bisogno della bellezza pura, che il pane del suo cuore. Il resto non serio.33
spcIniziando il nostro cammino verso il Congresso eucaristico diocesano, non si sta cambiando cammino pastorale: ci educhiamo tutti a prendere coscienza della vera direzione del cammino stesso.
spcCos non siete stati capaci di vegliare unora sola con me? (Mt 26,40). il rimprovero che Ges rivolge agli apostoli nel Getsemani. I primi pastori della Chiesa non vegliano con Cristo, col Cristo che entra nella sua passione per luomo: hanno lasciato Cristo solo.

spcQuesta nota pastorale vuole impedire a ciascuno di noi di lasciare Cristo solo nella sua passione per la redenzione delluomo; ciascuno di noi invitato a partecipare alla passione di Cristo, come fece poi Pietro cui il rimprovero specificamente rivolto e come fece Paolo (cf. Col 1,24).

spcAlzatevi e andiamo, esorta Cristo. Andiamo a vivere eucaristicamente la passione di Cristo per luomo, per la reintegrazione della sua dignit.


CONCLUSIONE

spcConcludendo vi esorto alla lettura attenta e meditata di questa nota pastorale unitamente alla nota pastorale Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia: nelle parrocchie, nelle comunit religiose, nelle associazioni e movimenti ecclesiali, e singolarmente.
spcMi piace terminare questa nota invitandovi a pregare con la preghiera di J.H. Newman riportata nella nota della CEI Comunicare il vangelo in un mondo che cambia (8):

spcStai con me, e io inizier a risplendere come tu risplendi;
spca risplendere fino a essere luce per gli altri.
spcLa luce, o Ges, verr tutta da te: nulla sar merito mio. Sarai tu a risplendere, attraverso di me, sugli altri.
spcFa che io ti lodi cos, nel modo che tu pi gradisci,
spcrisplendendo sopra tutti coloro che sono intorno a me.
spcDa luce a loro e da luce a me;
spcillumina loro insieme a me, attraverso di me.
spcInsegnami a diffondere la tua lode, la tua verit, la tua volont.
spcFa che io ti annunci non con le parole ma con lesempio,
spccon quella forza attraente, quella influenza solidale che proviene da ci che faccio,
spccon la mia visibile somiglianza ai tuoi santi,
spce con la chiara pienezza dellamore che il mio cuore nutre per te.

spcLa Vergine di S. Luca, i nostri santi patroni ci ottengano dal Risorto il dono dello Spirito sorgente di tutta la missione della Chiesa, della missione della Chiesa di Dio che in Bologna.

spcBologna, 9 novembre 2004
spcFesta della dedicazione della basilica lateranense
spccapo e madre di tutte le chiese dellurbe e dellorbe

+ CARLO CAFFARRA



NOTE:
1 Cf. 1Cor 2,1.3.
2 Rm 12,2b.
3 GIOVANNI PAOLO II, lett. ap. Novo millennio ineunte 29,3: EV 20/58.
4 Cf. ibid: EV 20/59.
5 H. DE LUBAC, Meditazione sulla Chiesa, Paoline-Jaca Book, Milano 1979, 192.
6 Cf. CONCILIO VATICANO II, cost. dogmatica Lumen gentium 64: EV 1/440; decr. Presbyterorum ordinis 6,6: EV 1/1262.
7 Mt 4,17 e par.; At 2,38; Rm 1,5.
8 Gv 3,2-4; Tt 3,5; 1Pt 1,23-25.
9 2Cor 5,17; Gal 6,15.
10 S. TOMMASO DA., Lezioni sulla Lett. ai Galati, VI, 107, Marietti, 589.
11 H. DE LUBAC, Meditazione, 136.
12 A Diogneto V, 1-2, in I Padri Apostolici, Citt Nuova, Roma 1989, 356.
13 1Cor 10,31.
14 N. CABASILAS, La vita in Cristo, Citt Nuova, Roma 1994, 184.
15 Gal 2,20b.
16 Cf. Comunicare il vangelo in un mondo che cambia 8.
17 Cf. S. TOMMASO DA., STh I-II, q. 113, a. 9.
18 GIOVANNI PAOLO II, lett. enc. Redemptor hominis 14,1: EE 8/43.
19 Cf. Tt 2,11. Il testo greco usa il termine tecnico paideousa. Non raramente i Padri greci usano il termine paidia per denotare lintera esperienza cristiana. Cf. LAMPE (ed.), A Patristic Greek Lexicon, v. paidia.
20 Si legga tutto il n. 17 della lett. enc. Redemptor hominis, Diritti delluomo: lettera o spirito: EE 8/64-73.
21 Ho lungamente esposto che cosa oggi significa prendersi cura delluomo nellapertura del XXV corso dei MARTED DI S. DOMENICO (3.11.04). Si pu leggere il testo integrale nel sito www.bologna.chiesacattolica.it
22 Cf. STh I, q. 29, a. 3.
23 Cf. cost. dogm. Lumen gentium 35,3: EV 1/376.
24 Cf. cost. past. Gaudium et spes 48,3: EV 1/1473.
25 CONCILIO VATICANO II, decr. Ad gentes 5,1: EV 1/1096.
26 Cf. cost. past. Gaudium et spes 24,3: EV 1/1395.
27 Cf. Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia 8.
28 Cf. LItalia elastica, a cura di S. BELARDINELLI, Ideazione, Roma 2004, 282.
29 Non dico nulla in questa nota sulla pastorale universitaria, sulla quale urgente e necessario elaborare una riflessione approfondita che sar fatta in altra occasione.
30 Cf. STh I, q. 1, a. 2.
31 M.F. SCIACCA, Filosofia e Metafisica, in Opere III, 11, Palermo 2002, 132.
32 Ho ritenuto opportuno non parlare, per ora, dellIstituto superiore di scienze religiose, soggetto di capitale importanza nella nostra Chiesa, a causa della profonda riforma istituzionale degli stessi istituti nella Chiesa italiana, in elaborazione presso le competenti autorit superiori.
33 A. CAMUS, Taccuini, Bompiani, Milano 1992, II, 155.



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